Dopo le ormai note difficoltà legate alla pandemia in tutti i settori economici, che non hanno risparmiato anche il comparto venatorio e le attività di gestione faunistico-ambientale condotte dai cacciatori, la Confederazione cacciatori toscani (Cct), comincia già a prepararsi per quella che tra gli addetti ai lavori e gli appassionati viene chiamata semplicemente “l’apertura”. I risultati a livello regionale, raggiunti anche grazie alla Cct, consentiranno infatti ai cacciatori toscani di praticare l’attività venatoria in qualsiasi regime di classificazione della Regione. Una garanzia non da poco, visto il continuo evolversi della situazione sanitaria. Dopo l’approvazione del calendario venatorio regionale, che riconferma sostanzialmente l’impianto degli scorsi anni e lo svolgimento della pre apertura, prosegue in questi mesi il lavoro che porterà all’approvazione del futuro Piano faunistico venatorio regionale: una partita decisiva, legata a doppia mandata alle possibili prospettive che scaturiranno per la caccia e la gestione faunistica dal Green New Deal – la nuova riforma della Pac (Politica agricola comunitaria) – e dai relativi consistenti investimenti per favorire la biodiversità.
L’attivazione di tali risorse e le auspicabili ricadute positive che esse avranno sul modo di fare agricoltura sostenibile anche all’interno degli istituti faunistici, rappresenteranno un’occasione irripetibile per ricreare condizioni favorevoli per numerose specie. In particolare per la selvaggina nobile stanziale che sta vivendo una fase critica in numerose realtà territoriali. Una piattaforma di partenza, questa, che dovrà vedere le Associazioni venatorie protagoniste per generare un nuovo patto tra Atc, mondo agricolo e cacciatori. La caccia entra quindi in un processo di futuro cambiamento del territorio e delle pratiche umane, dando valore all’uso consapevole della risorsa faunistica e ambientale. Una sfida che può essere vinta solo con il coraggio di proposte forti e unitarie, grazie alla rappresentanza di un soggetto autorevole, in grado di far valere le ragioni della caccia al pari di tutte le altre migliori esperienze europee. E, sempre per restare in tema… dopo l’approvazione dei Piani di gestione per la pavoncella e il moriglione, sono stati ratificati quelli di gestione e prelievo per daino, muflone, cervo e l’integrazione sul capriolo. I testi integrali delle delibere e degli allegati saranno scaricabili sul sito della Cct.
Confederazione cacciatori toscani: dopo l’approvazione dei Piani di gestione per la pavoncella e il moriglione, sono stati ratificati anche quelli di gestione e prelievo per daino, muflone, cervo e l’integrazione sul capriolo – Foto Cct




