LA NIKEFOBIA, QUANDO VINCERE FA PAURA

Ti alleni per anni, facendo immani sacrifici, estenuanti trasferte, vai incontro a molteplici spese, spesso arrivi ad un passo dal successo e poi, improvvisamente, tutto si ferma. Avviene unimplosione completa delle nostre competenze e delle nostre skills ma non è un crollo fisico, è la nostra mente ad andare in corto” e diventiamo incapaci di toccare e raggiungere quellagognato successo. Cinture ben allacciate allora, perché partiamo per un viaggio intorno alla… paura di vincere.

LORIGINE DELLA PAROLA GRECA
La definizione nikefobia” deriva dal greco nike”, vittoria, e phobos”, paura. Descrive quello stato danimo acuto, improvviso e pervasivo che compromette il raggiungimento dellobiettivo che stiamo inseguendo, per cui tutto si traduce in un nulla di fatto. Dobbiamo capire che il campo delle nostre conoscenze parte da una posizione di sconfitti”, una specie di comfort zone” che è quella zona dove spesso ci ritroviamo e che solitamente siamo più capaci di accettare e di gestire. Mentre il campo” del vincitore è spesso inesplorato o esplorato pochissime volte, quindi ci riserva sempre uno stato di agitazione quando ci avviciniamo ad un 25 tondo tondo.
Capita spesso che lultimo piattello sia quello che ci regala” una mancata vittoria, è la nostra mente che si sta accorgendo di entrare in un campo minato” da noi poco conosciuto (quello dellessere vincitori) e finisce di andare in protezione, non è un errore tecnico ma un vero e proprio corto circuito mentale.

LA CONSAPEVOLEZZA DEL GESTO
Il tiro al volo si basa sulla memoria tecnica e sullistinto, quando entra la nikefobia in pedana il tiratore passa dallagire al pensare e questo è un grave, gravissimo errore. Ripeto da anni che questo è uno dei peggiori difetti che ci portiamo dietro, in pedana non si pensa ma si agisce, stop! Uno degli errori più frequenti è quello di non riuscire a lasciar andare il fucile per seguire la rotta disegnata dal piattello, vogliamo controllarne luscita, controllare lanticipo, controllare se siamo allineati canna/mirino: alla fine siamo costretti a controllare anche dove casca il piattello ancora completamente integro. Il controllo senza listinto provoca solamente danni.
In fase di controllo ci accorgiamo che il fucile perde fluidità, diventiamo rigidi come un cancello dacciaio e la nostra testa va in pappa”, proprio per la paura di completare una serie con un perfetto 25/25”.

QUANDO SI DIVENTA UN LEADER
La nostra mente è come un enorme registratore, non si perde un passo, unazione e neanche un risultato. Ma che succede quando vinciamo? Improvvisamente da perfetti anonimi” diventiamo, alla gara successiva, gli uomini da battere, per i nostri avversari (anche se lavversario più forte è dentro di noi) diventiamo un punto di riferimento, siamo diventati molto poco simpatici e poco ben voluti. Tutto viene registrato, però tutto questo ci toglie tranquillità, serenità e fluidità dazione: in pratica sappiamo di avere gli occhi addosso di tutta la rosa dei nostri avversari. Ecco che entra e si insinua dentro di noi la nikefobia, che agisce come una protezione togliendoci la capacità di agire e la lucidità di proseguire verso il percorso desiderato, che è quello verso il successo. Diventiamo una cosa che non siamo, non ci riconosciamo. La nostra testa ci sta riportando verso il campo a noi più conosciuto, che è quello delleterno secondo, del precariato. Vi siete mai chiesti perché per ogni campione ci sono 10/20 tiratori che sono incapaci di portare in fondo una serie intonsa? Perché la gestione di quanto descritto è una cosa destinata a pochi, pochissimi tiratori. Nel coaching è una delle fasi più attive, quella di uscire dalla figura dei portatori di alibi” ed entrare nel mood in cui siamo noi a gestire le nostre capacità e le nostre emozioni, gestendo lallontanamento della nikefobia.

COME REAGIRE AL MEGLIO
Proviamo a mettere in atto un qualcosa che possa contrastare larrivo inevitabile di questo mostro” invisibile e spesso molto doloroso. Di seguito elenco 3 passi sui quali poter concentrare le energie per combattere al meglio questa guerra interiore, silenziosa ma allo stesso tempo cruenta.

1. Segmentare il punteggio: invece di pensare in maniera ossessiva al 25, dividi in 5 piccoli percorsi da 5 piattelli luno e goditi il momento senza pensieri. Ogni piattello è una gara a sé stante, totalmente slegata dal piattello che hai sparato prima e da quello a cui sparerai dopo.

2. Routine pre-gara: crea mentalmente una tua routine fatta di piccoli dettagli e di piccolissimi gesti da portare in pedana, il tutto fatto in modo sistematico. Solo così la tua mente rimarrà occupata dovendo eseguire la routine personale.

3. Accettazione del successo: devi imparare a lavorare sul merito personale e autentico. Spesso infatti la nikefobia arriva da un senso di bassa autostima e di inadeguatezza al ruolo di vincitori. Un buon lavoro di visual è quello di vedersi più spesso sul gradino più alto del podio a soffrire” di quel momento di isolamento per il distacco dal gruppo dei tiratori qualunque”. Cristallizza e ottimizza questa scena che ti renderà consapevole delle tue innate capacità di vittoria.

CONCLUSIONI
Abbiamo percepito che larrivo improvviso di un momento di débâcle da oggi ha un nome, si chiama nikefobia. Ho cercato di portare alla luce le caratteristiche negative e come provare a controbatterle. Sicuramente spostare lattenzione su alcuni dettagli ci aiuterà ad imparare ad essere vincenti senza soffrire troppo larte del successo. Lascia scorrere il tuo fucile e fidati di te stesso. Il coaching come sempre fa la parte del leone per chi vuol progettarsi un futuro migliore. Winner365!


Tratto da La nikefobia, quando vincere fa paura”, di Giorgio Fabris, Caccia & Tiro 03/2026.


Nel coaching è una delle fasi più attive quella di uscire dalla figura dei portatori di alibi” per entrare nel mood in cui siamo noi a gestire le nostre capacità e le nostre emozioni, gestendo lallontanamento della paura di vincere – Foto G. Fabris

Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.