Come vi avevamo anticipato nell’articolo a questo link, è iniziata la fase sperimentale del monitoraggio della fauna attraverso l’utilizzo di droni dotati di termocamere in Toscana e più precisamente in provincia di Siena. Le operazioni sono state effettuate sui terreni dell’Azienda Faunistica Sperimentale gestita in provincia di Viterbo dall’Università della Tuscia dal responsabile tecnico di Federcaccia Toscana – UCT (Unione Cacciatori Toscana), Simone Capriotti, con la collaborazione dei tecnici Simone Paoletti e Tiziano Ricci dell’Ambito Territoriale di Caccia Siena Nord 03 e a Riccardo Marchi e Paolo Betti dell’ATC Siena Sud 08. Con gli esperti c’erano anche il professor Riccardo Primi, docente del Dipartimento DAFNE e il dottor Paolo Viola che ha spiegato nei particolari il funzionamento del drone multirotore al quale è stata applicata una termocamera ad altissima risoluzione.
Soddisfatto il presidente di FIdC Toscana – UCT, Marco Salvadori, che a noi di Caccia & Tiro ha dichiarato: “Il progetto dimostra che i cacciatori non sono semplici spettatori, ma sono diventati operatori qualificati a disposizione della gestione faunistica del territorio”. Salvadori ringrazia poi i presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia interessati perché operazioni come questa sono la dimostrazione che il mondo venatorio e il comparto agricolo possono cooperare attivamente insieme per la salvaguardia della biodiversità.
Il progetto, che utilizza la termografia aerea, sarà in funzione nel biennio 2026-2028: è stato finanziato proprio dai due ATC della provincia di Siena. L’iniziativa servirà a prevenire la mortalità accidentale provocata dalle operazioni agricole, soprattutto nel periodo della trebbiatura primaverile e dell’estate, di specie come lepri, fagiani, piccoli di caprioli e di altri nidificanti. Grazie al ricorso ad una tecnologia così sofisticata, sarà possibile conoscere la situazione e intervenire in tempo reale. Questo potrà diventare un metodo complementare ai censimenti tradizionali che avvengono d’inverno e potrà convalidare i dati raccolti grazie ai rilievi effettuati con i radiocollari GPS. In questo modo i tecnici avranno la possibilità di intervenire subito e con l’accuratezza necessaria in un periodo delicato per le specie in questione.
Simone Capriotti tiene a precisare che: “Si tratta di un percorso condiviso con il mondo accademico e con gli Ambiti Territoriali di Caccia. È la dimostrazione che la gestione ambientale e faunistica deve appoggiare le proprie basi su dati scientifici oggettivi. Grazie a operazioni come questa potremo individuare le scelte corrette da effettuare in futuro nell’interesse della nostra passione. Il cacciatore preparato è il primo vero protagonista nella conservazione della biodiversità”.
L’inizio delle operazioni sul campo sui terreni dell’Azienda Faunistica Sperimentale dell’Università della Tuscia a Viterbo. Il drone impiegato è dotato di termocamere adatte al monitoraggio faunistico in tempo reale. Nelle immagini qui riportate è possibile osservare alcuni momenti del monitoraggio notturno – Foto Federcaccia Toscana – UCT


