Federazione Italiana della Caccia-Unione Cacciatori Toscani porterà avanti un nuovo progetto grazie alla collaborazione dell’Università della Tuscia e agli Ambiti Territoriali di Caccia Siena Nord 03 e Siena Sud 08. Nel prossimo biennio 2026-2027 il monitoraggio faunistico di alcune specie importantissime come la lepre europea e il fagiano comune avverrà tramite il ricorso alle più moderne tecnologie e disposizione: telemetria satellitare basata sui sistemi GPS e GSM e droni equipaggiati con termocamere. Il progetto, approvato da poche settimane, ha l’intento di raccogliere dati oggettivi utilizzando metodi moderni a supporto della gestione della fauna, grazie al lavoro congiunto delle istituzioni supportate dal mondo universitario, da quello agricolo e da quello venatorio. Con i sistemi di telemetria satellitare sarà possibile raccogliere in tempo reale evidenze scientifiche sul comportamento degli animali subito dopo il rilascio, i loro spostamenti all’interno degli habitat e soprattutto conoscere gli indicatori di sopravvivenza. In questo modo si potrà anche sapere se gli interventi ambientali messi in atto sono corretti. Grazie ai droni, invece, si potranno evitare episodi di mortalità accidentale dovuti alle operazioni legate all’agricoltura e contribuire ai censimenti con dati oggettivi. Abbiamo parlato con Simone Capriotti, tecnico faunistico FIdC-UCT e collaboratore dell’Ufficio Studi e Ricerche Federcaccia che ha spiegato: “Questa integrazione tecnologica trasforma il monitoraggio in uno strumento operativo di supporto alle decisioni, capace di orientare in modo più efficiente gli investimenti degli ATC e di ridurre il rischio gestionale. Non si tratta più di ‘stimare’, ma di misurare e valutare con criteri scientifici l’efficacia delle azioni intraprese”. L’idea è che queste iniziative possano essere replicabili in tutta Italia grazie a procedure codificate in contesti ambientali simili a quelli che si possono incontrare in provincia di Siena. “In questo senso l’iniziativa – conclude Caprotti – si propone come un vero laboratorio di gestione faunistica moderna, capace di fare scuola a livello regionale e nazionale”. Grazie a progetti come questo viene anche valorizzato il ruolo della figura del cacciatore che diventa fondamentale per processi legati alla salvaguardia della biodiversità attraverso operazioni di gestione sostenibile della fauna selvatica. Soddisfazione viene manifestata dal Presidente di Federcaccia Toscana-Unione Cacciatori Toscani, Marco Salvadori: “Investire in ricerca applicata e in tecnologie avanzate significa dare credibilità e solidità alla gestione faunistica, dimostrando che il mondo venatorio è capace di evolversi e di essere protagonista di un approccio moderno, responsabile e scientificamente fondato. È un risultato reso possibile dal lavoro di figure di alto profilo che hanno creduto fin dall’inizio in questa visione: il dottor Simone Capriotti, responsabile tecnico di Federcaccia Toscana-UCT, che ha saputo tradurre le esigenze del territorio in un progetto concreto, e il professor Riccardo Primi del Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia, il cui contributo garantisce rigore metodologico e valore scientifico all’intera iniziativa”.
La lepre, insieme al fagiano, sarà oggetto di monitoraggio scientifico grazie alle più moderne tecnologie – Foto Jacopo Foti


