La Delegazione italiana del CIC (Consiglio internazionale della caccia e della salvaguardia della fauna) condanna il recente abbattimento di 2 esemplari di Ibis eremita (Geronticus eremita Linnaeus, 1758) avvenuto nei giorni scorsi fra le montagne lombarde della Valtellina ad opera di un bracconiere che è stato poi deferito all’Autorità giudiziaria, dopo le indagini condotte dai Carabinieri Forestali delle province di Lecco e Sondrio. L’Ibis eremita è una specie protetta dal progetto europeo Life20 Ibis eremita, come vi avevamo raccontato in un precedente articolo del gennaio di quest’anno. Come ci fa sapere Enzo Berzieri, segretario di CIC Italia: “Siamo a favore dei cacciatori e contro il bracconaggio che squalifica la legale e corretta attività venatoria”. Ecco da dove parte dunque questa decisa presa di posizione a tutela di una specie, vera e propria cartina al tornasole sulla portata del fenomeno “bracconaggio” che riguarda la fauna migratoria in tutta Europa. Infatti, gli esemplari di Ibis eremita sono tutti monitorati e seguiti grazie a segnali Gps che ne evidenziano gli spostamenti in tempo reale e se vengono abbattuti illegalmente si può facilmente immaginare come altre specie migratorie (monitorate meno) siano oggetto della stessa sorte degli esemplari caduti in Valtellina. IL CIC, attraverso i rappresentanti italiani: “Condanna gli atti di bracconaggio e promuove il rigoroso rispetto degli standard legali ed etici all’interno della comunità venatoria per un’efficace protezione della biodiversità”.
Un esemplare di Ibis eremita come quelli abbattuti in Valtellina da un bracconiere fortunatamente deferito all’Autorità giudiziaria dopo le indagini dei Carabinieri Forestali di Lecco e Sondrio – Foto H. Zell -CC BY-SA 3.0 – via Wikimedia Commons


