NEL FITTO DELLA SELVA DI CASTELPORZIANO

Siamo a circa 25 chilometri di distanza dal centro di Roma, in quella che, istituita inizialmente come riserva di caccia e agricola, nel corso del tempo ha perso queste sue originarie destinazioni per essere riconosciuta nel 1999 comeRiserva Naturale dello Stato e assoggettata ad un regime di tutela”. Stiamo parlando della Tenuta Presidenziale di Castelporziano che si sviluppa su una sessantina di km2 e include anche alcuni chilometri di spiaggia lungo il litorale romano. Si tratta quindi di un territorio caratterizzato da un alto livello di biodiversità e da una considerevole ricchezza faunistica e floristica. Proprio per queste sue peculiarità fa parte di rete Natura 2000, sistema europeo di conservazione degli ecosistemi che individua Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS).

Ed è proprio in questo contesto così unico che, tra le varie attività di ricerca e monitoraggio condotte, è stata realizzata una sperimentazione con tipologie diverse di droni per valutare la loro capacità di localizzare nella fitta vegetazione dei pascoli e dei prati la piccola fauna anche in condizioni di scarsa o nulla visibilità. Sperimentazione che ha portato avanti l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) – nella fattispecie il Servizio Coordinamento Fauna Selvatica e l’Area per l’Avifauna Migratice – resa possibile grazie all’impiego di un particolare drone messo a disposizione dal Servizio Tenuta Presidenziale di Castelporziano, che ha fornito nell’occasione un fondamentale apporto tecnico-logistico.

Video “Nella selva di Castelporziano”


L’attività di ricerca sulla piccola fauna, attuata con particolari droni dotati di tecnologie video ad infrarossi, è stata resa possibile grazie anche al prezioso contributo tecnico-logistico del Servizio Tenuta Presidenziale di Castelporziano – Foto ISPRA


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