Prendi due cacciatori giovani con la voglia di mettersi in gioco; aggiungi una grande passione per gli anatidi e la loro biologia conservativa; condisci il tutto con la fondamentale curiosità che muove ogni cosa e la costanza nello “stare sul pezzo” ed ecco che come risultato otterrai il progetto Mallard. Che cos’è il Progetto Mallard? In sostanza è il favorire la riproduzione dei germani reali selvatici negli specchi d’acqua italiani attraverso l’installazione di nidi artificiali, progettati e “piazzati” secondo precisi canoni tecnico-scientifici. Il momento della riproduzione, infatti, rappresenta la fase più delicata per moltissime specie di avifauna, in particolare per le anatre selvatiche, in Italia e in molti Paesi europei. Nel Belpaese, infatti, la trasformazione del territorio per scopi agricoli o industriali, sommata alla costruzione di vie di comunicazione e abitazioni, rende gli spazi per la riproduzione sempre più risicati e difficili da conquistare. A questi fattori si aggiunge la predazione da parte delle specie “opportuniste”, che trovano in un ambiente degradato condizioni ancora più favorevoli per depredare nidi e femmine in cova di molte specie di uccelli, anatidi inclusi. Stiamo parlando di volpi, tassi, corvidi, gabbiani e anche ardeidi. Non è un caso che il recente Rapporto sull’Articolo 12 della direttiva Uccelli, relativo al periodo 2013-2018, metta in luce una buona situazione degli anatidi nell’Unione europea durante l’inverno, mentre un importante declino si verifica nelle tendenze dei contingenti nidificanti.
Il progetto Mallard, che rientra nei progetti “Zone Umide” che si sta portando avanti da diversi anni per aumentare la consistenza della fauna migratoria, vuole proprio contrastare questa tendenza, mettendo a disposizione dei germani reali dei nidi costruiti allo scopo di soddisfare le condizioni più favorevoli alla loro riproduzione. Perché la caccia, prima che predazione, è uno strumento di conservazione della fauna. Bene lo sanno Massimiliano Nociaro, presidente di Federcaccia Civitanova Marche e vicepresidente regionale Acma (Associazione cacciatori migratori acquatici – Settoriale Fidc), e il suo grande amico Michele Galassi, che 3 anni fa hanno deciso di dare il via a questo progetto. “L’idea ci è venuta dopo aver visto un documentario girato in Germania – racconta Nociaro – e così abbiamo deciso di contattare un appassionato costruttore di richiami in legno, convincendolo a realizzare i nidi artificiali”. L’idea, inizialmente avveniristica, ha subito incontrato il parere favorevole del presidente provinciale di Federcaccia Macerata Nazzareno Galassi, che si è rivelato di grande aiuto insieme a Pio Chiaramoni, presidente dell’Ambito territoriale di caccia Macerata 2 – Val di Chienti. Proprio dall’Atc, dopo varie riunioni e confronti interni, è arrivato il via libera definitivo affinché il progetto partisse nella sua fase pratica. “3 anni fa – racconta ancora Nociaro – abbiamo installato i nostri primi 3 nidi, realizzati sulla base di uno schizzo fatto da me con carta e penna. Non finiremo mai di ringraziare i due presidenti di Federcaccia e Atc ma anche, e soprattutto, il segretario dell’Ambito territoriale di caccia Macerata 2Mauro Molinari, che abbiamo sfinito tutti i gironi fra telefonate e visite in ufficio, per cercare di partire prima possibile con il progetto”.
Il primo atto, dunque, 3 anni fa. Un primo passo, piccolo ma concreto. E soprattutto destinato a provocare una positiva valanga di adesioni. Dal secondo anno in poi, infatti, “altri presidenti di Sezione hanno sposato la causa e ora siamo arrivati a 15 nidi”, precisa ancora il presidente di Civitanova Marche. L’obiettivo dichiarato è quello di fare del Progetto Mallard un piano di respiro nazionale, diffondendo la cultura dei nidi artificiali in giro per l’Italia grazie alla capacità di coinvolgere un numero sempre più grande di persone, cacciatori e non. Perché lo scopo non è l’abbattimento, ma la biodiversità. “Stiamo posizionando i nidi anche in aree in cui la caccia non è consentita – conferma Nociaro – perfino in alcuni laghetti pubblici. Abbiamo nel cuore questo animale e vogliamo anche dare un servizio alla collettività. Non ci sono parole per descrivere la soddisfazione nel vedere intere famiglie sulle rive di un laghetto, con i bambini emozionati che guardano gli anatroccoli e pongono domande ai propri genitori. Credo che il cacciatore non sia soltanto un predatore ma svolga un ruolo sociale per la comunità e per la biodiversità. Ovviamente tutto quello che facciamo è privo del men che minimo ritorno economico”.
Nel giro di 3 anni i risultati cominciano ad essere apprezzabili, con le nidiate visibili e la specie in aumento nelle aree in cui sono presenti i nidi artificiali. “Troviamo i germani durante l’arco dell’intera stagione e non più soltanto in gennaio, con le ghiacciate più pesanti. La specie sta diventando stanziale”. Il progetto ora va avanti. Le richieste non mancano e il gruppo di lavoro originario, composto da 5 persone, si sta allargando a macchia d’olio. Massimiliano Nociaro e Michele Galassi sono molto attivi sui social, con foto e video, ma anche e soprattutto nelle fiere del settore, l’ultima delle quali – Caccia Village 2022, lo scorso maggio a Bastia Umbra – li ha visti protagonisti con un proprio spazio dedicato alla divulgazione del progetto, inserito all’interno dello stand della Federcaccia.
“Appassionati da tutta Italia – spiega ancora Nociaro – ci scrivono o ci incontrano per chiederci i nostri disegni – che adesso sono realizzati al computer e sono molto più definiti – o per ricevere consigli su come posizionare i nidi. Questo ci fa piacere, anche perché non si tratta di soli cacciatori o di privati cittadini che hanno un laghetto nel campo dietro casa, ma addirittura altri Ambiti territoriali di caccia si sono interessati al progetto Mallard. Dobbiamo valorizzare questo momento di grande popolarità per far decollare il progetto in maniera definitiva”. L’idea è quella di diffondere il Progetto Mallard su vasta scala, attraverso questa fitta rete di appassionati venutasi a creare e sotto il coordinamento dell’Ufficio Studi e Ricerche della Federcaccia nazionale. “Dobbiamo insistere sulla scia tracciata – conclude Nociaro – e raggiungere risultati ancor più importanti, per il bene dei cacciatori e della comunità”, valutando anche l’estensione ad altre specie acquatiche che possano scegliere i nidi artificiali. La tutela del momento riproduttivo è infatti la chiave per assicurare un futuro roseo alle popolazioni di uccelli acquatici in Italia e in tutta l’Eurasia. “Il progetto Mallard – commenta il coordinatore nazionale dell’Ufficio Studi e Ricerche, Michele Sorrenti – presenta due caratteristiche interessanti: da una parte è una metodica per l’aumento in modo naturale delle popolazioni appartenenti a specie cacciabili; dall’altra è una soluzione che al momento risulta idonea per il germano reale, ma che sarebbe interessante estendere ad altre specie per ridurre i danni da predazione o da distruzione di covate a causa di lavori agricoli, tramite a il posizionamento di nidi in aree e ad altezze che li rendono inaccessibili ai predatori. Sebbene il germano reale sia in buone condizioni, di certo questo progetto ne incrementa la popolazione ”.
Tratto da “Il progetto Mallard per i germani reali”, di Daniele Ubaldi, Caccia & Tiro 07/2022.
Gli ideatori che 3 anni fa hanno deciso di dare il via a questa “avventura” sono stati Massimiliano Nociaro, presidente di Federcaccia Civitanova Marche e vicepresidente regionale Acma, e il suo grande amico Michele Galassi – Foto Fidc-Acma






