Dal 16 al 18 maggio i padiglioni di Umbriafiere a Bastia Umbra (Pg) ospiteranno Caccia Village 2026, fra gli appuntamenti di riferimento per il mondo venatorio. Fra le novità pensate per gli appassionati ci saranno la nuova Wild Arena all’aperto che ospiterà tanti appuntamenti dal vivo: saranno presentate pubblicazioni dedicate al settore, incontri con gli autori e con gli esperti e show cooking nell’ambito del format Cibo Selvaggio, nonché convegni di attualità. Per approfondire tutti i nuovi aspetti legati a questo importante evento fieristico, abbiamo porto ad Andrea Castellani, patron di Caccia Village, alcune domande.
Anche quest’anno Caccia Village si conferma già come uno degli appuntamenti fieristici più attesi del settore. Quali saranno le principali novità che state preparando per l’edizione 2026?
“Caccia Village cresce insieme alla sua community e l’edizione odierna segna un passo importante in questa evoluzione. Abbiamo lavorato per rendere l’esperienza ancora più completa, introducendo nuovi spazi e nuovi linguaggi. Tra le novità la Wild Arena, un’area esterna pensata come un vero palcoscenico a cielo aperto dove prenderanno vita contenuti, incontri e momenti di confronto sui temi più attuali del mondo venatorio. Accanto a questo, lanceremo il primo merchandising ufficiale Caccia Village, nato direttamente da un confronto con la nostra community. Non è solo una linea di prodotti, ma un modo per rafforzare il senso di appartenenza a un mondo che oggi ha bisogno di raccontarsi in maniera più contemporanea. L’obiettivo è chiaro: non essere solo una fiera, ma un luogo in cui si costruisce cultura, relazione e visione. Inoltre ci sarà un nuovo layout della fiera e alcuni segmenti merceologici che prima non erano presenti, come ad esempio quelli legati al mondo della grande pirotecnica”.
Eventi come Caccia Village non sono più “confinati” solo al periodo della fiera. Come vi è venuta l’idea del Creator Day e della community? Avete qualche altro asso nella manica?
“È successo in modo molto naturale. Ci siamo resi conto che il pubblico non voleva vivere Caccia Village solo per 3 giorni all’anno, ma continuare a sentirsi parte di qualcosa anche dopo. Da qui nasce il Creator Day e l’incontro di Valle Fiordimonte: un momento reale, fisico, in cui abbiamo dato spazio a creator, appassionati e nuove voci del settore. È stata un’esperienza molto forte, perché ha trasformato una community digitale in relazioni vere. Oggi il nostro lavoro è proprio questo: costruire un dialogo continuo, non solo durante l’evento. Abbiamo diversi progetti in cantiere che vanno in questa direzione, sempre con l’idea di aprire il mondo venatorio a nuovi linguaggi e nuovi pubblici, senza perdere autenticità”.
Caccia e cucina sono un binomio indissolubile. Confermate anche per il 2026 gli show cooking e le degustazioni di Cibo Selvaggio?
“Assolutamente sì e, anzi, sarà uno dei contenuti centrali dell’edizione 2026. Cibo Selvaggio rappresenta perfettamente il nostro modo di raccontare la caccia oggi: non solo attività, ma cultura del territorio, rispetto della materia prima e consapevolezza della filiera. È stato il primo contenitore dedicato al cibo di caccia presente in una fiera venatoria ed è cresciuto in maniera esponenziale poiché l’argomento è di grandissima attualità e importanza. Gli show cooking e le degustazioni torneranno all’interno della Wild Arena, con un format ancora più strutturato e con ospiti che porteranno una visione contemporanea della cucina di selvaggina. È un linguaggio molto potente, perché riesce a parlare anche a un pubblico che magari non è direttamente legato al mondo venatorio, ma che si avvicina attraverso il cibo, l’esperienza e il racconto”.
Dopo tanti anni come organizzatore, qual è il ricordo che le ha lasciato maggiori soddisfazioni e cosa si aspetta dal futuro di questa manifestazione?
“Il ricordo più forte non è legato a un momento singolo, ma alla crescita costante della manifestazione e al rapporto che si è instaurato con le persone. Vedere ogni anno migliaia di appassionati arrivare da tutta Italia, riconoscersi in questo evento e sentirlo come proprio, è la soddisfazione più grande. Per il futuro mi aspetto che Caccia Village continui a evolversi, mantenendo le proprie radici ma aprendosi sempre di più al dialogo, alla cultura e alla società contemporanea. La sfida è proprio questa: raccontare il mondo venatorio in modo autentico, ma anche capace di parlare al presente e al futuro”.
Andrea Castellani, patron di Caccia Village, racconta a noi di Caccia & Tiro le novità pensate per l’edizione 2026 – Foto Ufficio Stampa Caccia Village


