ADESSO È POSSIBILE RICAVARE GAS DALLE PLASTICHE NON RICICLABILI ABBANDONATE IN MARE

L’Università Politecnica delle Marche di Ancona ha presentato un progetto grazie al quale si può ricavare syngas dalla plastica marina che non è riciclabile. Grazie al prodotto sintetizzato è possibile produrre energia elettrica direttamente nelle zone dove la plastica viene stoccata. Si tratta di un’iniziativa finanziata dal PNRR all’interno del progetto denominato Ghostnets che, tradotto, significa “reti fantasma”, perché le reti da pesca abbandonate sono un grandissimo problema per la biodiversità marina. Il nuovo metodo, che ha coinvolto oltre all’Università Politecnica delle Marche anche la Fondazione Marevivo, CoNISMa e la società Iris, è stato spiegato nel corso di un convegno intitolato “Green Plasma per lo smaltimento delle reti fantasma” che si è svolto nell’ateneo marchigiano il 28 novembre durante la “Giornata del Mediterraneo”.
Sono più di 12 milioni le tonnellate di plastica che ogni anno vengono riversate nei mari di tutto il mondo: secondo un calcolo di Ispra quasi il 90% di questo materiale è il prodotto delle attività di pesca e non è biodegradabile. La buona notizia è che con il progetto sperimentale Green Plasma da oggi è possibile produrre un gas ricco di idrogeno direttamente sui luoghi di raccolta situati nei porti, senza dover affrontare ulteriori costi di trasporto (economici e ambientali) verso le discariche. Un passo in avanti anche per la riduzione dell’impatto ambientale connesso alle operazioni di smaltimento più “tradizionali”, fanno sapere i tecnici esperti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Grazie a questa sofisticata tecnologia, che è replicabile, sarà possibile trasformare un prodotto altamente inquinante direttamente nelle aree portuali e, come ci fa sapere il Segretario Generale di Fondazione Marevivo, Raffaella Giugni, senza dover attivare le operazioni logistiche di trasporto, riducendo così l’inquinamento. Durante la fase di sperimentazione sono stati recuperate e trattate circa 11 tonnellate di materiali plastici ricavati dal mare, ma a questo punto è diventato anche necessario utilizzare materiali biodegradabili per gli attrezzi necessari alle attività di pesca.


Il Monte Conero ad Ancona. L’Università Politecnica delle Marche ha presentato il progetto per ricavare syngas dalle plastiche non riciclabili recuperate dai mari – Foto Jacopo Foti


 

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