VINCERE SI PUÒ, PAROLA DI COACH

Ci sono coloro che, vuoi per doti naturali, vuoi per indole, vuoi per mille altre combinazioni astrali sono più portati di altri ad arrivare al successo. Non preoccuparti, sono pochi ma ci sono. Poi ci sono tutti gli altri, la cosiddetta massa” che, per provare a toccare con mano il successo, devono impegnarsi a più non posso e non sempre basta. Questa categoria è veramente affollata allinverosimile. Se fai parte della prima fascia puoi stare piuttosto tranquillo anche se, per rimanere in vetta (benché tu possa essere dotato), devi avere ben chiaro a prescindere qual è il percorso da fare. Se appartieni, invece, alla seconda fascia, a mio modo di vedere c’è bisogno innanzitutto di una forte volontà, motivazione e ordine mentale. C’è bisogno di un metodo che ti accompagni passo dopo passo ad avvicinarti al podio, per poi cominciare a frequentarlo”.

UN ERRORE COMUNE
Un errore che vedo commettere spesso nella fase allenante è quello di pensare che solo migliorando la tecnica (che non va mai sottovalutata ovvio) si può arrivare al successo. Mi spiace deludere tutti coloro che sono fautori di questo meccanismo perverso, ma non è così: no, non è così. Si ostinano a sparare volumi di cartucce durante gli allenamenti ma poi in gara… naufragano. Ti sei mai chiesto il perché?

Un atleta completo diventa colui che, accompagnato da un valido tecnico e sottolineo valido”, arriva a migliorare e a perfezionare tutta una gestualità di alta qualità, fino a quando tocca con mano e percepisce che la fase tecnica non lo migliora più come allinizio. In pratica la parte di crescita tecnica è al momento completata, ovvio che non la abbandoneremo mai, ma ci accorgiamo che rimaniamo ancora spettatori dei successi degli altri e noi? In tal caso ciò che dovrebbe fare la differenza è appunto il valido tecnico” che con saggezza ed empatia verso il proprio allenato” lo indirizza verso una fase di crescita mentale, cioè verso quella fase dove si cresce per poter carpire i segreti della gestione della gara, della pedana, del comportamento. Da genitore sarei veramente contento di trovare chi consente a mio figlio di crescere anche attraverso laffiancamento di una figura altrettanto professionale come quella di un mental coach. A oggi il coaching è considerato il miglior metodo, in assoluto, per poter continuare a vincere o cominciare ad assaporare il gusto della finale, del podio e del successo.

IL COACHING
Il coaching ti consente di far crescere in modo progressivo quella padronanza mentale che un tecnico non potrà mai darti, a meno che non sia anche qualificato come mental coach. Purtroppo invece si assiste ad un blindaggio totale della persona allenata senza darle la possibilità di migliorare un aspetto (quello mentale) che non è di sua competenza: il risultato è che il ragazzo o adulto che sia, si perde, si angoscia, si annoia e come tanti finisce per deporre le armi”. Questo vale per i ragazzi ma stesso discorso vale per gli adulti che, invaghiti della figura” dellistruttore di turno, si scavano da soli la fossa sotto i piedi. Il motivo è semplice, ognuno dovrebbe essere competente per quanto la sua qualifica gli permetta di fare, oltre le proprie competenze i risultati parlano da soli. Ovviamente i tecnici non me ne vogliano perché il discorso vale anche al contrario: quando esuliamo dalla nostra professione dovremmo cominciare un lavoro in team perché la persona che ci ha scelto ottenga veramente quanto le sue potenzialità gli possano permettere. Lumiltà è una dote da coltivare perché ognuno di noi ha dei limiti e dobbiamo essere rispettosi di chi ci viene affidato o verso colui che si affida per la propria crescita alle nostre cure”. Un percorso di sport/coaching ha la stessa funzione di chi vuole imparare a scrivere ma prima capisce che deve imparare a leggere, altrimenti non saprà mai se quello che ha scritto ha un senso o meno. Elementare caro Watson!

IL LAVORO IN TEAM
Lavorare in team è fantastico se il tutto viene gestito in maniera collaborativa. Non è compito mio vantare di aver portato al successo persone che non ci pensavano nemmeno lontanamente di poter arrivare ad essere frequentatori abituali di uno dei tre gradini del podio. Ma il metodo ti porta a comprendere il come e il perché puoi conquistare una finale e ti porta a percepire come puoi guadagnarti il podio più alto di quella data competizione. Lavorando in team ne guadagnano il tiratore, lo staff di professionisti che lo segue e la squadra di appartenenza. È vero, il cambiamento spaventa sempre oltre misura, perché è di quello che stiamo parlando, di cambiare in maniera a volte drastica quello che per anni abbiamo perpetrato. Guardando il panorama generale mi viene spesso una riflessione da fare: come fai a sperare di ottenere risultati diversi e migliori rispetto a quelli che stai facendo, se continui ad allenarti con i vecchi metodi? Il buon Sherlock Holmes avrebbe ribadito: elementare Watson”. Tutto è più semplice di quello che si pensa, spesso siamo noi a complicarci la vita, ma prova a dare una risposta alla riflessione che ti ho appena riportato, vediamo che tipo di risposta riesci a darti. Il metodo ti fa entrare in maniera assoluta in uno stile nuovo di percezione dei fatti e ti regala competenze sempre superiori per migliorare la tua crescita, questo è fantastico. Una su tutte, ti aiuta a diventare curioso e a non emettere giudizi avventati senza che prima non siano stati acquisite notizie utili a riguardo, perché gli strumenti che si creano durante un processo di coaching sono quelli che userai al momento del bisogno. Capirai che per venire a capo di un problema dobbiamo aiutarci con larte della maieutica, larte di far domande, di porci domande e di darci risposte. Solo così scopriamo modi e mondi nuovi di porsi davanti alle persone, ai problemi e quando entriamo in gara.

CONCLUSIONI
Siamo giunti ancora una volta in fondo a questo articolo, sicuramente meno tecnico ma che porta a scoprire la bellezza di unattività concreta e di sicura efficacia come quella del coaching, dove limpegno e lazione dovranno prendere il posto della pigrizia e della staticità. Spero di essere stato abbastanza chiaro nel sottolineare lutilità del lavoro in team, quindi con la volontà e il cambiamento vincere si può! Grow e AlimentaLaMente!


Tratto da “Vincere si può, parola di coach, di Giorgio Fabris, Caccia & Tiro 05/2025.


Un atleta completo diventa colui che, accompagnato da un valido tecnico, arriva a migliorare e a perfezionare tutta una gestualità di alta qualità, fino a quando tocca con mano e percepisce che la fase tecnica non lo migliora più come allinizio – Foto dell’autore


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