VOLERE È POTERE

Tra il dire e il fare – recita un antico proverbio – c’è di mezzo il mare”. Il che vuol dire che anche le migliori intenzioni debbono poi misurarsi con la realtà delle cose. Una realtà spesso matrigna, se non addirittura ostile, che riesce ad impedire, con mille difficoltà, magari impensabili e inaspettate, la realizzazione effettiva di quei propositi. E il mare delle variabili impreviste può essere davvero vasto, con perigli di varia natura che vanno da quelli economico-finanziari alle pandemie, per finire, addirittura con le guerre. Ma, a fare da contraltare a questa pessimistica saggezza popolare, nella seconda metà del XIX secolo, il senatore Michele Lessona – naturalista, zoologo, politico, scrittore e divulgatore scientifico, oltre che amico personale di Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Edmondo De Amicis, Quintino Sella e Giovanni Giolitti – scrisse un libro di taglio decisamene più ottimistico – il cui titolo è poi diventato, a sua volta, un modo di dire quasi proverbiale: “Volere è potere”.

La lezione di un personaggio così poliedrico, autore, tra l’altro, di numerose opere di zoologia, fra cui alcune sulla fauna selvatica del Piemonte, è quella che ci piace seguire e applicare in questa nostra incessante ed emozionante “Caccia allo sport”. Abbiamo festeggiato il 21° compleanno nella migliore maniera possibile, sportivamente parlando, con una entusiasmante affermazione al Campionato mondiale di english sporting svoltosi in Texas e la nostra comparsa sullo scenario sportivo ufficiale italiano è ormai avvolta nelle nebbie della memoria e pochi ricordano il mare di difficoltà che si frappose alla nostra nascita. Evidentemente, però, anche i nostri “padri fondatori” avevano fatto proprio l’insegnamento del professor Lessona e non si persero d’animo. Per loro, volere che il mondo venatorio avesse una sua proiezione ufficiale nell’ambito del Coni, era non un desiderio ma un imperativo così forte che ha permesso a tutti noi, insieme, di poter diventare una realtà sportiva sia a livello nazionale, sia su scala mondiale. Una presenza sicuramente piccola e forse, per qualcuno, anche scomoda, che rappresenta tutto il mondo della caccia quando pratica le discipline agonistiche che gli sono proprie come la cinofilia e il tiro, ricche di mille sfumature che nel corso degli anni si sono ampliate in maniera esponenziale, riuscendo ad intercettare gli interessi (e le passioni) di tante ragazze e ragazzi. Specialità giovani e forse abbastanza “insolite”, ma che sono davvero ricche di fascino e di sano agonismo.

Bene, non vorrei apparire presuntuoso, ma credo che il secondo “modo di dire” ottocentesco riesca a spiegare meglio di tanti discorsi perché siamo riusciti – e lo ripeto – tutti insieme, non solo a rappresentare l’immagine squisitamente agonistica del mondo venatorio ma a conquistare, proprio attraverso il fare. E soprattutto per i numerosissimi atleti: dai più famosi e affermati a quelli che si stanno faticosamente costruendo giorno per giorno; dai più maturi come i Master ai giovanissimi degli Anni verdi della qualifica Junior. Non ci mettiamo a fare elenchi e autocelebrazioni: non ci compete e non servirebbe a nulla. E non ci mettiamo nemmeno a piangere con la speranza di “fregare” qualche sprovveduto. Noi lo sappiamo bene, e lo sanno anche tanti altri: ormai siamo riusciti a scrivere un piccolo capitolo nel grande libro della storia sportiva italiana di quest’ultimo ventennio e vogliamo scriverne un altro per i prossimi vent’anni. Magari con lo sleddog, oltre che con la Coppa del Mediterraneo, oppure con il tiro di campagna, con il paintball o il field target. O, perché no, proprio con il tiro a palla. Ricordandoci sempre che: “Volere è potere”.


“A caccia di sport”, di Felice Buglione, Caccia & Tiro 06/2022.


La Fidasc ha festeggiato il 21° compleanno nella migliore maniera possibile, sportivamente parlando, con una entusiasmante affermazione al Campionato mondiale di english sporting svoltosi in Texas.


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