PER SEMPRE GIOVANI

Chi legge i miei interventi con regolarità sa bene che spesso traccio queste note approfittando di qualche intervallo tra un trasferimento e un altro. Avviene anche in questa occasione in cui cerco di trasmettervi le impressioni che ho ricevuto dalla permanenza di qualche giorno alla Junior World Cup de Il Cairo. La gara egiziana è stata uno degli appuntamenti del calendario Issf che si rivolge appunto in maniera esclusiva alle atlete e agli atleti Under 21, come avverrà più avanti per il Campionato del mondo di Suhl del mese di giugno e per lormai tradizionale scadenza della Junior World Cup di Porpetto del mese di settembre. Non ho davvero nessuna esitazione ad ammettere che vivere alcune giornate con i giovani atleti e con le giovani atlete del nostro sport è immensamente stimolante e rigenerante. Peraltro nelle settimane immediatamente precedenti alla Word Cup de Il Cairo avevo seguito, sia in remoto che in presenza, lattività giovanile italiana ai Gran Premi Fitav di trap e di skeet e al primo appuntamento stagionale del Settore a Gioia del Colle e a Taranto. Posso quindi dire che in queste ultime settimane, come del resto in tanti altri momenti della stagione, sono stato sintonizzato” in maniera molto precisa sul versante dellattività Under 21. Osservare allopera i ragazzi e le ragazze della nostra nazionale e insieme a loro i giovani atleti e le giovani atlete di tante altre nazioni del mondo, come sono riuscito a fare tra un impegno e laltro in occasione della Junior World Cup de Il Cairo, spiega meglio di mille parole quanto sia incredibilmente potente lenergia, mentale ancor prima che fisica, che un giovane atleta o una giovane atleta profondono nella costruzione della propria personalità tecnica, atletica e agonistica. Ho percepito ancora una volta il loro entusiasmo, la loro voglia di fare bene, limpegno accurato e lestrema dedizione. Ripetiamo spesso che nello sport i risultati non si capitalizzano e che ogni gara ha una sua storia, emotiva oltre che tecnica, anche se, frattanto, magari si è atleti o atlete di esperienza. Si tratta di una lezione che ogni atleta apprende subito e conserva come stella polare della propria attività nel corso dellintera carriera. Con il dettaglio davvero non trascurabile che un giovane atleta o una giovane atleta sanno perfettamente che quella costruzione della propria personalità tecnica, atletica e agonistica sarà un processo destinato a ripetersi ogni volta: appunto per unintera vita sportiva. Probabilmente è proprio per questo che uno sportivo o una sportiva in realtà non invecchiano mai. Sì, naturalmente lanagrafe poi è impietosa e con il trascorrere del tempo ci ricorda che non siamo più quei giovani atleti o quelle giovani atlete che muovevano i primi passi su di una pista o su di un prato: nel nostro caso sulla pedana di un campo di tiro. Il tiro a volo ha però il vantaggio di assicurare ai propri e alle proprie praticanti un percorso agonistico molto più lungo di altre discipline, tant’è che, nella stessa situazione di quei ragazzi e di quelle ragazze che ho visto in pedana a Il Cairo, qualche decade fa cerano nomi oggi celeberrimi che tuttavia svolgono ancora la propria attività agonistica ai massimi livelli. Per noi del tiro a volo, dicevo, è dunque più facile avvertire quanto sia meraviglioso replicare a lungo quellemozionante impressione di essere sempre al debutto della propria carriera. Ma questo vale comunque per lattività sportiva in generale che, rinnovando ogni volta nel tempo lincanto dellesordio agonistico, ci permette prodigiosamente di essere per sempre giovani.


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 05/2026.


Il presidente Fitav e Issf, Luciano Rossi: La Junior World Cup de Il Cairo spiega meglio di mille parole quanto sia incredibilmente potente lenergia, mentale ancor prima che fisica, che un giovane atleta e una giovane atleta profondono nella costruzione della propria personalità tecnica, atletica e agonistica. Ho percepito ancora una volta il loro entusiasmo, la loro voglia di fare bene, limpegno accurato e lestrema dedizione” – Foto Fitav

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