UN FUTURO ALL’INSEGNA DELL’EVOLUZIONE

La cronaca di questo inizio estate in casa Coni è stata molto più stringata di quella lunga querelle politica e dietrologica che ha riempito i primi sei mesi dellanno.

Come al solito, lattività dei bene informati” e dei cosiddetti esperti” è stata a dir poco frenetica e si è suddivisa, non sempre in maniera equa a dire il vero, fra i numerosi fautori di una discontinuità tanto radicale quanto incomprensibile visti gli aspetti squisitamente sportivi che hanno caratterizzato la gestione Malagò”, e quelli che auspicavano una rigida e immobile continuità gestionale. Invece, come ha detto chiaramente lo stesso neopresidente Luciano Buonfiglio nella sua dichiarazione programmatica di voto, limpegno della nuova presidenza (e della nuovissima Giunta, dove significativamente non compare nessuna Federazione di prima fascia) sarà caratterizzato da una dinamica evoluzione che sarà figlia della sua lunghissima esperienza sia come atleta, sia come dirigente. Il resoconto dei momenti conclusivi di quello che sembrava una specie di feuilleton balneare richiede davvero poco tempo e pochissimo inchiostro. Infatti, è bastata una sola votazione: 47 voti per lattuale presidente della Federcanoa e kayak, 34 per Luca Pancalli, ex n.1 del Comitato italiano paralimpico, per mettere la parola fine a quel romanzo dappendice che invece aveva visto sprecare tanta carta. Ma se qualcuno pensasse ad una resa da parte degli amanti della fantapolitica e degli odiatori da tastiera, commetterebbe un grave errore. In realtà, nei primi commenti a caldo vengono subito evidenziati due aspetti che con i risultati del voto hanno ben poco a che vedere e, semmai, dimostrano la carenza di valide argomentazioni. La prima critica” riguarda la non verdissima età anagrafica di Buonfiglio; la seconda, la sua contiguità con il presidente uscente Malagò e con la sua visione di un Coni orgoglioso della sua autonomia e dei suoi successi sportivi.

Sono assolutamente certo che lesperienza e la preparazione valgano molto, molto di più della data di nascita. Anzi, una vita trascorsa allinterno dello sport italiano – come grande atleta prima e come autorevole dirigente poi, perfino come vicepresidente – è garanzia di una conoscenza profonda delle esigenze vere del movimento sportivo nazionale e delle sue complesse dinamiche. Ritengo fin troppo evidente – ma questa non è certo una colpa o un segreto – che il successo di Buonfiglio sia, anche, un successo di Malagò e dello sport sulla politica. Tutta la campagna elettorale, infatti, è stata vissuta sulla contrapposizione tra due mondi così diversi fra loro, e questa conflittualità (troppo spesso artificiosamente esacerbata) non credo sia produttiva e in grado di garantire una proficua crescita sportiva, specialmente per quelle discipline cosiddette minori che rappresentano lo zoccolo duro e puro dello sport dilettantistico praticato da moltissimi giovani e da un numero sempre crescente di atleti della terza età. In definitiva, lo sport ha difeso sé stesso, le sue prerogative e la sua autonomia.

Ora, senza barricate e senza esasperazioni, il Comitato proseguirà nella ricerca di una giusta via di mezzo allinsegna di quella che non potrà che essere una concreta e produttiva fase di evoluzione. La Fidasc, come tante consorelle di seconda fascia (quindi non olimpiche) continuerà a garantire il suo appoggio positivo e costruttivo a questa fase che si preannuncia davvero cruciale per confermare gli indiscutibili ed entusiasmanti successi di questi ultimi anni.


“A caccia di sport”, di Felice Buglione, Caccia & Tiro 08/2025.


Luciano Buonfiglio è stato eletto alla guida del Comitato olimpico nazionale italiano – Foto Fidasc


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