SUL PARCO NAZIONALE DEL MATESE IL PENSIERO DI BUCONI

Da qualche settimana è stato firmato il decreto di perimetrazione provvisoria che interessa l’area del Parco Nazionale del Matese sui territori di 31 comuni in Campania e 21 in Molise. Federazione italiana della caccia si è sempre opposta a questa possibilità e cercherà di correre ai ripari attraverso azioni che possano correre in aiuto di cacciatori, agricoltori, allevatori e di tutti i cittadini di quelle zone. Fidc ha condiviso un video del presidente nazionale, Massimo Buconi, nel quale ha spiegato: “Il 22 aprile con decreto del Ministero dell’Ambiente, dopo un lungo iter che ha attraversato negli anni precedenti le vicende dell’istituzione dei parchi nelle aree protette, è stato istituito il Parco Nazionale del Matese a cavallo fra Campania e Molise. Sul preesistente parco di circa 33 mila ettari, se ne istituisce uno nuovo nazionale di circa 87.900 ettari, cifra enorme, ma comunque ridotta, rispetto alla previsione di oltre 100 mila ettari, per le contestazioni e i ricorsi ai quali ha partecipato anche Federcaccia. Non abbiamo assolutamente nulla contro le aree protette, anzi, siamo convinti che possano svolgere e che svolgano in molti casi un’azione e un’attività importanti di tutela e salvaguardia, conservazione e valorizzazione del territorio. Dobbiamo però ricordare che l’Italia è piena di esempi di aree protette che costituiscono problemi per i cittadini, per le attività produttive e non sono un elemento efficiente, né di tutela, né di conservazione, né di valorizzazione. Non intendiamo portare avanti nessuna crociata contro le aree protette, però chiediamo rispetto delle regole. Noi siamo contro la “parcomania”, non pensiamo che la cultura del divieto contribuisca in modo positivo alla conservazione dell’ambiente. Noi siamo per la gestione. Gestire significa studiare, avere dati, investire fondi e soldi, proprio quelli che mancano alle aree protette o ai parchi. Se mancano gli investimenti importanti, se non si lasciano fuori i pregiudizi ideologici, i parchi diventano solo luoghi di divieto e di difficoltà per le popolazioni che vivono in queste aree e anche per la biodiversità. Federcaccia, insieme con le istituzioni locali, agli Atc delle regioni interessate, si è opposta all’istituzione di una superficie così estesa in quell’area che priva tantissimi territori della libera fruizione e certo anche dei cacciatori, in modo particolare in Campania, ma, stiamo verificando, sarà così anche per il Molise. Si supera di molto la percentuale di territorio prevista per le aree protette: il famoso 30 per cento delle superfici agro-silvo-pastorali. Secondo noi le leggi vanno rispettate. Federcaccia porterà avanti le proprie argomentazioni e le sosterrà anche nelle aule giudiziarie insieme con altri portatori di interesse, sempre disposti a discutere con le istituzioni, ma anche fermamente convinti di difendere i diritti dei cittadini cacciatori”.


In un video il presidente Federcaccia, Massimo Buconi, spiega cosa succede con l’istituzione del Parco Nazionale del Matese – Foto Fidc


 

Condividi l'articolo su:

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.