POTENZIARE L’AUTOSTIMA

Aprirei questo articolo con una frase che è rimasta ben salda nella mia mente, pronunciata dalla motivatrice statunitense Louise Hay: “Solo se amiamo, accettiamo e approviamo realmente noi stessi, così come siamo, la nostra vita sarà uno spasso. L’approvazione e l’accettazione di noi stessi nel, qui e ora, sono le chiavi per arrivare ai cambiamenti desiderati e positivi in ogni ambito della nostra vita”. Direi che non c’è nulla di più vero. Prepariamoci quindi a vivere un altro viaggio attraverso, idee, schemi e i 7 passi per migliorare la nostra autostima in pedana.

Desidero essere garantista delle idee di tutti, perché come coach è fondamentale il rispetto di tutte le forme che ci diano la possibilità di migliorarci, sono un perfezionista delle potenzialità altrui. Il tiratore spesso dimentica di essere, innanzitutto, una persona con i suoi pregi e i suoi difetti, soprattutto una persona con delle potenzialità individuali su cui nessuno può avere voce in capitolo, se non per migliorarle. Prima dell’autostima dovremmo parlare della consapevolezza, spesso vanno a braccetto, perché proprio attraverso questa saremo in grado di dare il giusto valore a noi stessi. Eh sì, l’autostima è proprio un valore a cui dovremmo attaccarci più spesso durante le nostre giornate, specialmente quelle più buie. Quando lavoro sull’autostima devo mettere in primo piano la persona e la sua centralità, dopodiché avremo modo di parlare dell’atleta e della sua disciplina. Sarebbe un errore lavorare da subito sull’atleta perché le doti, le capacità e le potenzialità sono dell’individuo che, dopo averle scoperte e averci lavorato sopra, le trasferisce allo sportivo.

Spesso gli atleti non vanno in crisi tecnico-sportiva ma personale, non riuscendo più a credere in loro stessi e meno credono alle loro capacità, meno risultati riescono ad ottenere. È questo il momento in cui il tiratore può andare veramente in crisi “esistenziale”, rischiando di lasciarsi andare facendosi travolgere dagli eventi negativi. Stiamo invece perdendo solo la nostra autostima, tutto qui, non esistono casi irrecuperabili, con un percorso di coaching possiamo risollevare, quasi per magia, quel qualcosa che spesso neanche il più esperto dei tiratori riesce ad esemplificare. Per rispondere alla domanda, direi proprio che la persona è più importante dell’atleta, se miglioriamo il primo, per il secondo sarà una passeggiata goderne i benefici.

Coaching e autostima vanno a braccetto: nella domanda per una rapida risposta, ma proverò ad “aprire finestre” illustrando quanto è importante questo tipo di attività. Il giorno che andremo in gara demotivati, stressati, inconsapevoli e impauriti il risultato che otterremmo sarà disastroso. Io come atleta, professionista o dilettante, non posso permetterlo, perciò la mia ricerca per il miglioramento personale deve essere perentoria. L’attività di coaching ti permette di raggiungere la tua performance sportiva in modo molto semplice e indolore. La crescita personale è come una parola d’ordine per colui che è anche uno sportivo: la mancanza di giudizio e pregiudizio nel coaching assegnerà una forma lignea a questa attività ed un grandissimo valore aggiunto all’impegno che vi state prendendo. L’autostima è il primo grande passo che viene adottato per il raggiungimento dei nostri obiettivi, ecco perché coaching e autostima vanno a braccetto, sono inscindibili l’uno dall’altra.

Quello che devi cominciare a fare è stabilire da solo/a il tuo valore personale: comprendere quanto vali, senza guardare al passato ma solo al presente e al futuro. Ricorda che il nostro valore non sta in quello che abbiamo fatto, bensì in quello che facciamo e che faremo nel futuro, impariamo a riqualificare la nostra vita con la perseveranza e l’entusiasmo di un bambino. Ecco di seguito alcune indicazioni che dovranno diventare per tutti noi come il pane quotidiano.

1Immagine di sé: quando si parla di esercizi di autostima è molto importante comprendere che esiste una stretta connessione tra autostima e consapevolezza. Partiamo subito dal nostro corpo:
mettiti davanti allo specchio e inizia a guardarti il viso. Fai attenzione a tutti i particolari: lo sguardo, se la pelle se è liscia o rugosa, le labbra, gli occhi… insomma, ogni particolare.
Che sensazione provi? Benessere o malessere? Com’è il tuo respiro mentre ti guardi allo specchio, spezzato oppure riesci a controllarlo? Adesso esegui lo stesso screening con il resto del corpo. Qual è la sensazione che provi guardandoti? È piacevole o disdicevole? Quali sono le parti del corpo che non ti piacciono? Se ci sono alcune parti che non ti piacciono metti in funzione “l’accettazione”: “Questa cosa non mi piace ma fa parte di me e della mia vita e faccio di tutto per migliorarla”. Così facendo si mette in moto in automatico il connubio tra accettazione di sé e autostima, la ripetizione deve essere assidua e continuativa e diventerà il primo passo per il tuo miglioramento. Iniziare da un atteggiamento positivo innesca tutti i presupposti per un lavoro più facile su noi stessi.

2Crea nuove abitudini: le abitudini sono comportamenti ripetitivi, automatici e molte volte li facciamo entrare nella nostra vita in modo inconscio cominciando ad usarli regolarmente. Tutti noi abbiamo già un pacchetto di abitudini, alcune utili e altre meno, ma ora è arrivato il momento di provare a crearne una nuova facendola entrare nella nostra routine, anche piccola, che sia però una cosa totalmente nuova. Creare una nuova abitudine accelera il processo di cambiamento e darà modo alla nostra attenzione di alzare l’asticella. Il cambiamento manda sempre, al nostro cervello, un’immagine positiva e aumenta l’autostima in termini di autoefficacia percepita. Inizialmente potrà sembrare faticoso perché stiamo assegnando al nostro cervello un compito ulteriore da svolgere, ma una volta creata, percorri questa strada senza sosta fino a che diventerà parte di te e riuscirai a sentirla tua. Ogni volta che ampliamo le nostre abitudini, ce ne saranno altre che inevitabilmente abbandoneremo perché vecchie, che non fanno più parte di noi, ma questo è il bello, stiamo lavorando per migliorare la nostra autostima ed è la strada giusta.

3 – Prenditi cura di te: curare il proprio corpo aumenta lo stato di benessere con conseguente aumento della fiducia in noi stessi e calza a pennello con il concetto di autostima. Curare il corpo significa farlo a livello fisico, alimentare, spirituale e culturale. Organizzare per 2/3 volte a settimana una seduta di attività fisica mirando al potenziamento o all’elasticizzazione dei nostri gruppi muscolari, vuol dire volersi bene. Curare nei minimi dettagli l’alimentazione, vuol dire aumentare il nostro valore nel rispetto della disciplina che pratichiamo e allo stesso tempo siamo da insegnamento ai nostri figli, ciò significa ancora una volta volersi bene. Tenersi aggiornati a livello culturale ed eseguire esercizi spirituali ci darà la possibilità di percepire la vita con altri occhi ed anche questo vuol dire volersi bene. Il vecchio detto “mens sana in corpore sano” è perfetto per la ricerca della nostra autostima.

4Cura il tuo aspetto esteriore: oltre che curare il proprio aspetto fisico, va tenuto sotto controllo anche quello estetico, vestendosi bene o in modo adeguato alle situazioni che viviamo, avendo la barba ben tenuta, i capelli in ordine, il trucco a posto e tutti quegli aspetti legati al look. Inviare un buon segnale agli altri, non farà altro che darci una bella immagine di noi stessi e sarà un rafforzativo per migliorare la nostra autostima.

5Accettare noi stessi per ciò che siamo: il grande concetto dell’accettazione volontaria di noi stessi parte da un semplice pensiero, che va curato nei minimi dettagli. Quando le cose non vanno bene, quando tutto sembra girare a nostro sfavore, dobbiamo richiamare il concetto del: “Io vado bene così ma mi impegno a migliorare il mio status con impegno e in modo sistematico”. Questo fa sì che non ci si debba sempre mettere in discussione, anzi, ci aprirà un segmento di conversazione interna votata alla sola crescita personale. Accettarsi con la volontà di migliorarsi è l’emblema dell’accettazione di noi stessi. Ad esempio, prendere coscienza di una patologia è sicuramente più complesso, è vero, ma abbiamo o ci dobbiamo creare le “armi” idonee per lavorare in accettazione attiva il nostro “problema”: questi potenti mezzi si chiamano “potenzialità”. Il concetto, “estremizzato”, è: “Possiamo scegliere di continuare a piangersi addosso, oppure vendiamo i fazzoletti a coloro che piangono!”. Dobbiamo infatti sempre ricordare che tutto dipende da noi.

6Non procrastinare più e fai una lista di cose positive: passa all’azione! In un’agenda personale comincia a fare una lista di tutte le cose positive che fai durante la tua giornata (vanno scritte), le raggruppi, poi a fine settimana evidenzi le cose che più ti sono piaciute fra quelle che avrai fatto. Tutto ciò serve ad alzare l’asticella dell’ottimismo e dell’entusiasmo che aumenteranno la fiducia in noi stessi. Procrastinare (rinviare ad un altro momento) è l’atteggiamento tipico di colui che ha bassa stima di se stesso. Pertanto tieni alta la voglia di allenare quanto sopra descritto e aiutati a creare e a raggiungere gli obiettivi. Tutto questo cambierà il tuo modo di guardare la vita e di “guardare” a te stesso. Azione!

7Responsabilizzarsi: per la nostra crescita personale dobbiamo progredire anche sotto questo punto di vista. Cerchiamo di diventare persone responsabili, curando l’equilibrio nelle scelte e nelle valutazioni. Evitiamo di dare giudizi sommari, ma se proprio dobbiamo farlo acquisiamo innanzitutto le giuste informazioni, per poi poter emettere un giudizio corretto e coerente. Non sfuggiamo mai a chi vuol responsabilizzarci, pretendiamo la chiarezza dei compiti che ci vengono assegnati. La responsabilità porta con sé la maturità e la conseguente crescita personale.

La nostra “salvezza” come atleti dipende da quanto saremo bravi a convertire il miglioramento della nostra autostima personale in quella sportiva. Vi garantisco che è molto semplice, gli ingredienti sono: applicazione, accettazione e molta volontà destinata al raggiungimento del nostro obiettivo. Solo così la pedana diventerà il nostro trampolino di lancio verso il successo: grow!


Tratto da “Potenziare l’autostima”, di Giorgio Fabris, Caccia & Tiro 07/2022.


Prima dell’autostima dovremmo parlare della consapevolezza, spesso vanno a braccetto, perché proprio attraverso questa saremo in grado di dare il giusto valore a noi stessi.

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