PESTE SUINA AFRICANA, QUANTO CONTA LA VIGILANZA VENATORIA

Riportiamo integralmente il resoconto di un incontro promosso a Firenze da Federcaccia Toscana per fare il punto sull’andamento della Peste suina africana (Psa) e sull’importanza degli interventi di vigilanza venatoria sul territorio. Il mondo del volontariato di cui fanno parte anche i cacciatori e più in particolare della vigilanza, rappresentano sicuramente un valore collettivo di cui purtroppo si parla poco. L’incontro è stato aperto da Marco Salvadori, presidente di Fidc Toscana, che ha relazionato sulle azioni messe in campo negli ultimi mesi per fronteggiare e monitorare questo fenomeno. La Psa infatti, come molti ormai sanno, rappresenta una minaccia concreta che non consente assolutamente di abbassare la guardia per le possibili ricadute che si verrebbero a creare sia per l’economia che per il comparto venatorio. I cacciatori e le guardie venatorie volontarie non intendono certo rimanere “passivi”davanti a questa situazione che non deve appunto essere sottovalutato.

La vigilanza è un patrimonio di volontariato che però deve essere valorizzato dalle istituzioni.Per questo Salvadori ha voluto evidenziare nell’occasione anche tutta l’attività svolta dall’Associazione e dalla struttura regionale per l’ottenimento di alcune necessarie modifiche al testo di Convenzione recentemente approvato dalla Giunta Regionale della Toscana e sulle modalità operative di svolgimento dei servizi. A riguardo, Alessio Capecci (settore Prevenzione collettiva della Regione Toscana) ha presentato un aggiornamento sulla problematica e sulle necessarie azioni di carattere preventivo che si dovranno attuare anche attraverso il coordinamento degli Ambiti territoriali di caccia e di altre autorità preposte, a seguito del DL 17/02/22 convertito in Legge lo scorso 7 aprile. La Regione Toscana non si è fatta trovare impreparata sotto l’aspetto della prevenzione. Sin dal 2019 sono state realizzate numerose attività informative ed un tenace lavoro sia in sede ministeriale che nel confronto con le altre regioni, a rappresentare una ferma volontà di favorire un fronte comune per la gestione della problematica.

Ad oggi, l’epidemia mostra una lenta espansione dai focolai già riscontrati in Liguria e in Piemonte. I casi accertati sono 96. Le disposizioni normative emanate dai Ministeri competenti e le indicazioni della Eu Team Euvet prevedono la costruzione di una doppia barriera fisica (recinzione) a ridosso delle autostrade A26 e A7, per realizzare entro giugno 2022 una zona cuscinetto finalizzata ad interrompere il movimento delle popolazioni di cinghiale e l’eventuale contaminazione tra individui della specie. Purtroppo, nonostante i fondi stanziati, attualmente su queste fondamentali opere di prevenzione si registrano ritardi da parte degli Enti competenti e così aumenta il rischio di diffusione della Psa nei territori limitrofi.

In Toscana sono state attivate le varie ordinanze tese al rafforzamento della sorveglianza sulla Provincia di Massa e Carrara incluse le attività di monitoraggio a cui hanno partecipato oltre 500 cacciatori volontari. Sull’intero territorio regionale è partita la macchina della prevenzione. Il ruolo del mondo venatorio e della vigilanza e degli Atc assume già oggi un valore fondamentale sia per la qualità degli operatori che per la quantità e capillarità rappresentata nel territorio regionale. Il nuovo PRIU (Piano Regionale di Interventi Urgenti) prevede due macro obiettivi: il monitoraggio passivo e il recupero e smaltimento delle carcasse, interessando l’intero territorio agro-silvo-pastorale. Infine, Capecci è passato ad illustrare alle Guardie giurate venatorie volontarie (Ggvv) le principali misure sanitarie da ottemperare per l’eventuale attività di campionamento, le procedure da applicare sulla biosicurezzae l’organizzazione delle battute di ricerca delle carcasse.

Anche la futura stagione venatoria per merito delle stesse squadre della caccia al cinghiale in battuta contribuirà al raggiungimento degli obiettivi. Allo stato attuale in Toscana sono stati campionati 164 cinghiali ma l’obiettivo è quello di raggiungere numeri molto più alti. L’aiuto dei cacciatori e delle Ggvv risulterà pertanto prezioso per contribuire alla costruzione di una “rete” di allerta rapida per trovare più carcasse possibili e dimostrare che l’area è indenne o, nel peggiore dei casi, per intercettare prima possibile eventuali incursioni virali.


Allo stato attuale in Toscana sono stati campionati 164 cinghiali ma l’obiettivo è quello di raggiungere numeri molto più alti. L’aiuto dei cacciatori e delle Guardie giurate venatorie volontarie risulterà pertanto prezioso per contribuire alla costruzione di una “rete” di allerta rapida.


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