Riceviamo e volentieri pubblichiamo una domanda che un lettore ha posto al nostro esperto in merito al diffuso problema delle otiti a cui possono andare soggetti i cani soprattutto nel periodo estivo.
“Gentile dottor Gresia,
chiedo un po’ di spazio nella sua rubrica perché il mio segugio di 5 anni presenta un’otite da quando di anni ne aveva circa 3. Il tutto è nato da una spiga che non era stata vista ed asportata. Cosa si può fare adesso?”
Gentile lettore, proverò a chiarire il suo problema e, nel contempo, visto che il periodo estivo è la stagione delle spighe e/o dei forasacchi (spighette di graminacee come ad esempio orzo e avena – Ndr), parlerò anche delle conseguenze che provocano non solo a livello auricolare ma anche in ogni distretto in cui esse penetrano. Figurano infatti tra le patologie più diffuse che affliggono i nostri amici a quattro zampe. Detto ciò, cercherò di esaminare, per quanto possibile, quali siano le cause e le eventuali concause che determinano e spesso perpetuano le malattie auricolari. Inizierei innanzitutto con un concetto generale: la razza canina, e conseguentemente la conformazione delle orecchie, risultano essere discriminanti. Un orecchio pendulo e perciò una sua minor aerazione determina una minor presenza di ossigeno che, come sappiamo, possiede naturali proprietà antisettiche. Le otiti, per comodità di spiegazione, possono essere suddivise in forme batteriche, parassitarie, micotiche, allergiche, da corpi estranei (come nel suo caso) o miste e, a seconda della loro localizzazione, in esterne (le più frequenti), medie o interne (le più complesse, con una serie di sintomi anche generali che però esulano da questa trattazione). Le batteriche sono determinate da un’eccessiva proliferazione di germi che, penetrando dall’esterno, creano condizioni di fastidio ed infiammazione del canale auricolare. Le forme parassitarie sono causate dalla presenza di “animaletti” microscopici (acari), che creano non pochi fastidi (prurito ed eritema principalmente) con una sovrabbondante produzione di materiale scuro che risulta essere un ottimo terreno per superinfezioni batteriche e fungine. Le forme micotiche sono date dall’eccessiva crescita di microrganismi (malassezia) che si riproducono molto facilmente in un ambiente non sano, già trattato con farmaci non appropriati e magari interessato da forme di allergie sistemiche. In ultimo, ricorderei l’otite da corpi estranei (per lo più materiale vegetale), che non sempre sono facilmente evidenziabili, soprattutto in un condotto infiammato e ricco di materiale di sfaldamento. Nel suo caso specifico, vista la cronicità del problema, le consiglio di far sottoporre il suo animale, previa sedazione, ad un’accurata ispezione delle orecchie a cui dovrà seguire una serie di tamponi attraverso i quali individuare con precisione la causa o le cause dell’otite in questione. Per la loro conformazione caratteristica, i forasacchi riescono a penetrare nell’organismo ed a migrare attraverso i tessuti e le vie naturali.
Le parti dell’animale più interessate sono sacco congiuntivale, naso, apparato respiratorio, spazi interdigitali, cute, prepuzio, vulva. L’ingresso da altre sedi come pelle o apparato respiratorio può portare a problematiche molto serie. Nel caso di aspirazione per via nasale si ha scolo emorragico prodotto da starnuti ripetuti e protratti nel tempo, spesso monolaterali e corrispondenti alla narice interessata.
Qualora il corpo estraneo vegetale penetrasse attraverso la bocca, si incanalerebbe nelle vie respiratorie andandosi a localizzare all’interno dei bronchi. L’animale può presentare febbre, abbattimento e tosse che è uno dei sintomi che ci deve far sospettare la presenza di un forasacco. Un esame radiografico, seguito da una broncoscopia, quasi sempre ci permette di risolvere definitivamente il problema con il ritrovamento e la definitiva estrazione del materiale estraneo. Talvolta, e fortunatamente, una spiga penetrata attraverso le vie respiratorie può migrare fino alla cute attraversando i bronchi e determinando la cosiddetta “fistola del fianco”. Nel caso in cui l’ingresso avvenisse direttamente dalla cute, la migrazione non è affatto prevedibile. In questo caso l’approccio deve essere chirurgico e il più precoce possibile, in modo da intercettare la migrazione della stessa. Il tutto va preceduto da un esame ecografico o TC che, verosimilmente, potrà dare qualche indicazione in più sul posizionamento del corpo estraneo vegetale. Finché questo frammento resterà nell’animale le problematiche rimarranno e si perpetueranno nel tempo.
Tratto da “Meglio ‘prestare orecchio’ alle otiti”, di Angelo Gresia, Caccia & Tiro 08/2026.
La razza canina, e conseguentemente la conformazione delle orecchie, risultano essere discriminanti. Un orecchio pendulo e perciò una sua minor aerazione determina una minor presenza di ossigeno che possiede naturali proprietà antisettiche – Foto generate con Gemini AI




