Si chiama Caccia e Biodiversità l’iniziativa portata avanti dall’Ufficio Studi e Ricerche di Federazione Italiana della Caccia e dalle settoriali ACMA (Associazione Cacciatori Migratori, Acquatici), UCIM (Unione Cacciatori Italiani Migratoristi) e dal Coordinamento Colombaccio Italia. Attraverso la compilazione di appositi moduli gli appassionati italiani possono contribuire attivamente alla raccolta di documentazione necessaria a garantire alla figura del cacciatore il ruolo che le spetta all’interno della società.
I titolari di appostamenti fissi (acquatici e terresti) hanno la possibilità di rispondere alle domande di appositi questionari, preparati dall’Ufficio Studi e Ricerche, documentando tutti gli interventi come quelli di pulizia ambientale che vengono effettuati dai diretti interessati. Fra le informazioni importanti da condividere, oltre a quelle geografiche, sono inserite anche quelle sulle specie vegetali presenti sul territorio, come gli “incolti”. Viene richiesto anche se nelle vicinanze delle strutture sono presenti aree agricole (e come sono coltivate) oppure pascoli.
Tutto per dimostrare l’importanza dell’impegno dei cacciatori nella conservazione dell’ambiente che può offrire rifugio alle specie migratorie.
Il primo report sugli appostamenti fissi sarà pubblicato entro il 2026.
Per compilare il questionario sugli appostamenti fissi di terra potete collegarvi a questo link; per quelli acquatici l’indirizzo internet è questo.
L’importanza degli appostamenti fissi per la conservazione della biodiversità. Qui siamo in Lombardia nel territorio di Bereguardo (Pv) – Foto Jacopo Foti


