ISPRA: ECCO L’ANNUARIO AGGIORNATO DEI DATI AMBIENTALI

“Ambiente in Italia: uno sguardo d’insieme – Annuario dei dati Ambientali 2024” è il titolo di questo vero e proprio bollettino creato dall’Ispra in partnership con le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa), delle province autonome (Appa). Si tratta di un progetto che rientra in quello che si chiama Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente che risponde all’acronimo di Snpa, la cui organizzazione è stata curata dal Servizio Informazione, statistiche e reporting sullo stato dell’ambiente di Ispra che trovate al seguente link. Andando a navigare in questa vera e propria banca dati scopriamo che sono oltre 300 gli indicatori ambientali presi in considerazione e sono utilissimi per valutare le tattiche da intraprendere a protezione dell’ambiente attraverso una maggiore consapevolezza.
All’interno dell’Annuario, invece, scopriamo, per esempio, che è inserito lo “Stato di Attuazione della pianificazione nei parchi nazionali” che vedono, secondo questo documento, un ritardo medio di 21 anni sulla messa in pratica: i dati sono aggiornati al 31 agosto 2023.
Si possono inoltre scoprire quali siano le zone umide di importanza internazionale che, secondo la Convenzione di Ramsar, nel nostro paese sono 57 (presto se ne aggiungeranno 9) per un totale di più di 72 mila ettari. Emilia-Romagna con 10, Toscana con 11 e Sardegna con 9 sono le regioni con il record di aree umide a livello nazionale.
Interessante risulta essere anche tutta la sezione dedicata alla biodiversità e alle minacce in atto per la flora e per la fauna. Scopriamo che in Italia esistono circa 58 mila specie animali, che arrivano a oltre 60 mila se prendiamo in considerazione le sottospecie. I vertebrati nel nostro Paese sono 672, dei quali 576 vivono sulla terraferma, mentre 96 si trovano in acqua. Purtroppo scopriamo anche che 6 specie appartenenti a questa categoria si sono già estinte, mentre addirittura 161 sono minacciate dal pericolo di scomparire. Si tratta di un numero veramente impressionante, che arriva al 28% degli animali presi in considerazione. Anche dal punto di vista della flora l’Italia rappresenta un bacino importantissimo di biodiversità: abbiamo 2.815 specie di licheni, 1.209 di briofite e addirittura 8.241 entità vascolari autoctone. Di queste ultime ben il 20.65% è endemica e nella maggior parte dei casi si tratta di, concedeteci il termine, esclusive regionali. Si possono quindi trovare in porzioni di territorio davvero ristrette.
Le minacce maggiori per la nostra biodiversità sono costituite dalle specie alloctone che raggiungono il numero elevatissimo di 3.800: solo 141 sono state eradicate, mentre tutte le altre 3.659 sono ancora qui e costituiscono un problema che andrebbe risolto in fretta. Il dato davvero allarmante è quello che riguarda le specie introdotte progressivamente nel corso dei decenni. Negli anni ’70 erano solo 6 all’anno, mentre oggi sono circa 30… purtroppo.
Tra i dati che saltano all’occhio, leggiamo sempre in questo report targato Ispra, ci sono anche quelli che riguardano gli uccelli migratori, perché il riscaldamento globale ha provocato un anticipo delle stagioni più tiepide e calde, con la conseguenza che si verificano picchi delle popolazioni di insetti in periodi diversi. Così anche i migratori, secondo Ispra, devono anticipare le date di migrazione per non mettere a rischio la salute dei pulcini.
Per l’Istituto la strategia da mettere in atto per difenderci dal surriscaldamento climatico è la creazione, di nuove aree protette che devono raggiungere il 30% a livello nazionale entro il 2030 in base alla Strategia nazionale per la biodiversità.


La copertina del report 2024 sui dati ambientali realizzato da Ispra in collaborazione con le Agenzie regionali per la protezione ambientale e quelle provinciali. Sono più di 300 gli indicatori presi in considerazione.


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