Sono stati ospiti della nostra casa editrice, Greentime Spa, per la festa organizzata a Bologna per il 40° anniversario e hanno allietato gli ospiti con i loro corni da caccia. Si chiamano Franco Puliafito, Stefano Pecoraro, Giuliano Moser e Marcello Sani e sono i componenti del Quartetto Leitget, gruppo interamente trentino nato nel 2001, di suonatori di corni da caccia. Abbiamo raggiunto Marcello Sani che ci ha raccontato la loro interessante storia: “Personalmente sono l’ultimo arrivato, la formazione originale è nata nel 2001 e sono anche il più giovane. Per il nome ci siamo ispirati a Joseph Leutbeg, era il cornista di Wolfgang Amadeus Mozart, il cui nome abbiamo modificato in maniera goliardica. Nel 1700, non esistevano le risorse di oggi e i compositori scrivevano sempre le arie per qualcuno che le suonasse, poi gli strumentisti sperimentavano. Ecco da dove arriva la trovata”. I palcoscenici del Quartetto Leitget con i corni da caccia sono spesso le manifestazioni venatorie, come le mostre di trofei, le fiere di settore e le messe. “La più seguita e partecipata – racconta sempre Sani – è ovviamente quella solenne per Sant’Hubertus del 3 novembre. Noi sostituiamo l’organo con i nostri strumenti a fiato creando un’atmosfera coinvolgente e unica per tutti. In altre occasioni suoniamo anche il corno francese che è quello moderno, ci consente di ampliare il repertorio. Possiamo così uscire un po’ dagli schemi per cimentarci nella musica popolare”. Ma gli eventi senza dubbio più affascinanti durante i quali vengono chiamati sono le prove cinofile dedicate ai cani da traccia: “Quando possibile ci dividiamo le tracce – spiega Sani – Noi siamo sulle spoglie dell’animale e suoniamo uno squillo di abbattimento diverso per ogni ungulato. Si tratta di melodie uniche eseguite per valorizzare e onorare il momento e anche tutti i partecipanti. Spessissimo collaboriamo con l’Associazione Cacciatori Trentini. Due di noi sono cacciatori, ma tutti sentiamo il forte legame con il nostro territorio e ovviamente con l’altra nostra passione: la musica. Siamo tutti professionisti, abbiamo studiato in Conservatorio e ci siamo poi specializzati nel corno da caccia. Grazie a questi strumenti siamo stati invitati anche in Centro Italia”.
Una nota anche sull’abbigliamento tipico: “Ci vestiamo come nella tradizione mitteleuropea – racconta Sani – indossiamo infatti i lederhosen, pantaloni tipici con la camicia e il gilet. La giacca la portiamo a seconda del contesto. Diamo molta importanza anche alla divisa che piace molto anche a chi ci ascolta”.
I cacciatori sono in genere molto curiosi e si interessano a tutti gli aspetti legati alla loro passione: “Proprio così – conclude – ci chiedono come sono fatti gli strumenti e noi lo raccontiamo sempre molto volentieri. Il corno da caccia non ha nessun meccanismo. Si tratta di un tubo di ottone arrotolato su sé stesso e non può eseguire tutte le armoniche, ma è proprio la combinazione fra le armoniche a comporre la melodia. Alle manifestazioni più grandi alle quali partecipano anche non cacciatori, abbiamo avuto modo di scoprire con molto piacere che la musica rappresenta un collante importante con il mondo esterno”.
I componenti del Quartetto Leitget.


