Il momento è quello della ripartenza: ci sentiamo arrugginiti, con poche idee e un po’ sfasati dal lungo riposo di fine stagione, ma è arrivata l’agognata ripartenza. È quindi il momento per riattivare quanto di buono sappiamo fare, con l’obiettivo di migliorarci in tutti quei segmenti tecnico-emotivi che l’anno prima ci hanno messo in difficoltà. Il coaching ti traccia (tramite il più volte citato goal setting) un percorso che sicuramente ti aiuterà a ripristinare velocemente uno status positivo e reattivo. Passeremo attraverso la programmazione dell’allenamento tecnico, entrando poi nel merito di quello mentale per finire alla consapevolezza. Ci siamo appena lasciati alle spalle i i gennaio e febbraio, durante i quali la luce cambia, l’aria è frizzante e si ricomincia a sentire il richiamo della pedana, quel richiamo che ci fa scalpitare come i bambini che aspettano l’arrivo di Babbo Natale. Questo “si riparte!” non è solo una ripresa fisica, ma un rinnovamento mentale e tecnico. Per eccellere nel tiro a volo, uno sport di massima precisione e controllo, dobbiamo concentrarci su 3 pilastri fondamentali: l’allenamento mirato, la gestione dell’intelligenza emotiva e la consapevolezza del “qui e ora”. Imparare a vivere nel “qui e ora” diventerà nel tempo uno strumento che ci permetterà di approcciarci in serenità a tutto ciò che ci accade, isolandoci da quanto c’è all’esterno.
LA NUOVA PROGRAMMAZIONE DELL’ALLENAMENTO
No alla quantità e sì alla qualità. Quando riprendi, evita di cascare nella trappola di voler sparare troppo subito. La fase iniziale dell’anno non deve essere un tour de force quantitativo, ma una ricostruzione qualitativa delle basi che più ci interessano. Dai pertanto spazio alla seguente programmazione dell’allenamento…
Rifocalizzazione tecnica: dedica le prime settimane alle simulazioni a secco e ad esercizi di puntamento e scorrimento a vuoto. Riprendi confidenza con il peso del fucile, la postura, il bilanciamento, il ritmo e soprattutto la sensazione del contatto con l’arma. Un buon esercizio è la “ripetizione perfetta”, esegui simulazioni lente (visualizzazioni) e controllate, prestando attenzione ad ogni singolo dettaglio del movimento.
Allenamento specifico: identifica il tuo “tallone d’Achille” della stagione passata, ad esempio il piattello angolato a destra o la gestione della pressione in alcune pedane. Inserisci un blocco di allenamento settimanale completamente dedicato a correggere quel singolo difetto, finché la pressione negativa si trasformi in pressione sportiva positiva.
Preparazione fisica di supporto: non dimenticare il corpo, il tiro, nelle sue varie discipline, richiede stabilità del tronco, una preparazione muscolare per elasticizzare e fluidificare i movimenti e una vista allenata. Integra all’attività fisica anche esercizi di stretching mirati per collo e spalle, insieme a routine per migliorare la reattività visiva e la coordinazione occhio-mano.
L’INTELLIGENZA EMOTIVA
Il tiro al piattello è una danza di frazioni di secondo, dove l’esito dipende interamente dalla tua capacità di gestire lo stress e le emozioni tra un piattello e l’altro. Qui entra in gioco l’intelligenza emotiva (IE): la capacità di riconoscere, comprendere e gestire al meglio le proprie emozioni. Come ripeto sempre, “Cerchiamo di rendere tutto facile, non ci complichiamo la vita solo per una mala gestione della nostra mente, lo sai fare e allora fallo con tutta semplicità”. Governare lo stato interno rende tutto più chiaro e semplice il gesto tecnico che dobbiamo effettuare.
Emotività: impara ad etichettare le emozioni che provi. Quando sbagli un piattello importante sei frustrato, arrabbiato, o deluso? Nominare l’emozione ti permette di staccarti da essa, riducendo l’impatto negativo sul tiro successivo.
Gestione dell’impatto: sviluppa una “routine di ricarica” da eseguire dopo un errore o prima di un momento cruciale. Questa routine deve essere breve e meccanica: 1) lascia cadere l’arma dalla spalla; 2) fai 3 respiri profondi inspirando dal naso ed espirando lentamente dalla bocca; 3) visualizza il tuo tiro migliore o ripeti un mantra positivo.
Questa routine ti riporta al presente e impedisce all’errore di “contaminare” il tuo stato mentale.
Motivazione intrinseca: non sparare mai per rompere il piattello, questo è uno degli errori più comuni che si fanno. Devi concentrarti unicamente per poter effettuare il gesto tecnico perfetto, la rottura del piattello rimane una conseguenza. Quindi divertiti a perfezionare il gesto e vedrai “stranamente” scoppiare ogni piattello. Concentrati sull’azione che devi compiere, non sul risultato che vuoi ottenere.
CONSAPEVOLEZZA E FOCUS DEL CAMPIONE
Il tiro al piattello non premia chi è più forte o più veloce, ma chi è in grado di gestire la concentrazione per la durata delle serie, o per i giorni che la competizione richiede. Il concetto di consapevolezza (o mindfulness) è cruciale ed è la capacità di prestare attenzione solo ed esclusivamente al momento presente. Il non-giudizio: il peggior nemico di un tiratore è la voce interna (self talk) che lo critica. Se inneschi un dialogo del tipo: “Sono un incapace”, oppure “Oggi non è giornata”, entri in un circolo negativo di pensiero. La consapevolezza ti insegna a dire: “Ho fatto zero, ok avanti il prossimo, la gara va vissuta al presente”. La gara è un percorso che va dal piattello 1 al 25: separa l’azione (lo zero) dall’identità personale (l’essere un buon tiratore) e tutto (o quasi) si risolverà.
Focus selettivo: devi allenare la mente a ignorare i disturbi ambientali o le interferenze esterne (vento, rumori, avversari) concentrandoti unicamente sullo sviluppare un gesto tecnico perfetto e sulla zona di rottura prevista per quel piattello. Quando sei in pedana, ma prima che arrivi il tuo momento, fai una scansione veloce.
Postura – Mira – Respiro: quando chiami, tutta la tua attenzione deve essere sul piattello che esce dalla macchina.
CONCLUSIONI
Il ripartire implica un ritorno alle origini, ma in più abbiamo un’esperienza accumulata. L’allenamento tecnico-fisico, supportato da una solida intelligenza emotiva e da una consapevolezza affinata, trasformerà la ripresa del nuovo anno agonistico non in una fatica, ma in un investimento verso la tua performance plus.
Ricorda che il tiro dipende per un buon 80% dalla nostra mente: dedicare pertanto tempo ad allenare la tua mente ti garantirà la vera differenza in pedana, soprattutto quando la pressione sarà massima. Buon inizio stagione and Winner 365!
Tratto da “Il momento della ripartenza”, di Giorgio Fabris, Caccia & Tiro 02/2026.


