La Fondazione UNA che dal 2015 si batte per la tutela e conservazione sostenibile del territorio, sostiene i progetti di conservazione attuati all’interno dei giardini zoologici che rappresentano: “presidi fondamentali per la tutela della biodiversità”.
Per troppo tempo gli zoo sono stati visti solo come luoghi in cui osservare gli animali più esotici e particolari. Ma secondo Fondazione UNA, che si fa portavoce della comunità scientifica internazionale non è così: infatti sono luoghi di ricerca scientifica dove si applicano metodi scientifici per la conservazione di tante specie animali che sono minacciate e sono inoltre vere e proprie banche genetiche che riconoscono l’importanza dei singoli individui ospitati. Si tratta di strutture all’interno delle quali la biodiversità viene conservata ex situ, ovvero al di fuori dell’habitat naturale.
Anche l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, che risponde all’acronimo di IUCN, riconosce l’importanza degli zoo che sono rappresentati all’interno dell’Unione Europea dall’Associazione europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA) che conta circa 400 associati e che ha l’intenzione di creare una vera e propria biobanca genetica dalla quale attingere in caso di necessità. In passato in alcuni parchi dedicati agli animali sono state salvate e successivamente reintrodotte in natura specie quasi estinte come il cavallo di Prewalski e il bisonte europeo.
Senza contare l’importanza ricoperta dagli studi veterinari e fisiologici che possono essere svolti all’interno dei recinti che ospitano gli animali e della funzione educativa che coinvolge milioni di persone in tutto il mondo. In Italia fra le strutture affiliate ad EAZA ci sono il Bioparco di Roma e il Parco Natura Viva di Bussolengo a Verona, quest’ultimo protagonista del progetto di reintroduzione del grifone.
Uno dei mufloni che fino a qualche anno fa era ospite nei recinti del Parco di Lignano in provincia di Arezzo – Foto Jacopo Foti


