GIOVANI DI IERI E DI OGGI

Nel corso del mese di settembre, il calendario federale – con il Campionato italiano del Settore giovanile di Roma – e quello internazionale – con l’Issf Junior World Cup di Porpetto – ci hanno fornito l’opportunità di assistere, per due volte in maniera ravvicinata, al suggestivo spettacolo dell’impegno agonistico dei nostri giovani atleti e delle nostre giovani atlete. Vi posso assicurare che trascorrere qualche giornata – quando sia possibile, oppure, in alternativa, anche soltanto qualche ora – immerso nelle sensazioni fresche ed energizzanti dell’agonismo Under 21, per me rappresenta un’esperienza davvero corroborante e quindi, destreggiandomi tra un impegno e l’altro, è con grande piacere che sono riuscito ad essere presente ai due appuntamenti che ho citato. Tutti e tutte noi, che apparteniamo a generazioni anteriori a quelle che vediamo impegnate oggi nelle gare del Settore, abbiamo vissuto a nostra volta quella condizione anagrafica. Chi scrive è stato un giovane e appassionato tiratore: magari anche promettente. Poi, come ho spiegato più volte, nel corso degli anni, piuttosto che inseguire traguardi agonistici, ho optato di dedicarmi alla gestione sportiva ed è superfluo che riassuma qui il percorso che ho compiuto. Resto però sempre profondamente affascinato dal mondo sportivo giovanile. Sarà per effetto di quell’impronta lasciata dall’esperienza agonistica degli anni del mio apprendistato tiravolistico; oppure sarà soprattutto il lascito ideale dell’opera svolta da mio padre che, a sua volta, da dirigente sportivo, è stato artefice di grandi intuizioni in favore del reclutamento e dell’attività dei giovanissimi e delle giovanissime. Quando si parla di giovani atleti e giovani atlete ci si limita a condensare quel concetto nella parola: futuro. Ed è certamente corretto. Però, proprio per quella bella fascinazione che da sempre mi trasmette quel comparto e per una serie di considerazioni su di esso che ho formulato nel tempo, mi piace dire che quel futuro è pieno di suggestive sfumature. Perché il futuro del giovane o della giovane atleta è qualcosa che contiene la salda sicurezza della passione sportiva, ma anche l’incertezza dell’inevitabile inesperienza. Contiene la sfrontatezza del coraggio, ma anche il freno della forte emozione che produce la partecipazione all’evento agonistico. Contiene la dedizione incrollabile, ma anche, sempre in agguato dietro un risultato meno positivo, la fatica della delusione. Quando sono interpellato sul tema, ho l’abitudine di dire che la visione dei giovani e delle giovani nei confronti dello sport è fatta di testa e di cuore. È una visione genuina: sicuramente incontaminata da tutta quella serie di valutazioni e considerazioni che intervengono nelle nostre età successive. E, proprio per questo, spesso è una visione senza quelle mezze misure che spesso rappresentano invece il metro di giudizio dell’età pienamente adulta. Per questo motivo, parlando dell’attività sportiva giovanile e per comprenderne meglio tutte le prerogative, esorto sempre i miei interlocutori a non dimenticare chi siamo stati: quel giovane atleta o quella giovane atleta di un tempo che, da qualche parte, è ancora in noi. Ma mi piace sempre sottolineare che l’ambito giovanile si compone anche dei familiari degli atleti e delle atlete, dei sostenitori di quelli e di quelle, degli istruttori. Stiamo parlando di competenze tecniche, di risorse ideali e materiali, di sostegni emotivi e pratici: tutti elementi indispensabili che permettono ai giovani atleti e alle giovani atlete di condurre la loro preparazione e di svolgere poi l’attività agonistica. Nel suo insieme, stiamo parlando quindi autenticamente di cultura sportiva: un patrimonio che rappresenta davvero il futuro delle nostre discipline del tiro e che dobbiamo continuare a tutelare e stimare al massimo livello.


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 10/2026.


L’intervento del presidente Luciano Rossi alla Issf Junior World Cup di Porpetto – Foto Fitav


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