A causa di un focolaio di aviaria H5N1 – virus ad alta patogenicità – individuato all’interno di un allevamento di tacchini nel veronese, il Ministero della Salute lo scorso 21 ottobre ha rilasciato una che dispone il divieto generale di utilizzo dei richiami vivi Anatidi e Caradriformi e quello, sempre nelle stesse Zone, di rilasciare avifauna per il ripopolamento faunistico (punto 4). Tale divieto – si legge in una nota stampa rilasciata dall’Associazione cacciatori migratori acquatici (Acma) – “riguarda solo ed unicamente i comuni (come da elenco) nelle zone d’Italia classificate A e B, e riguarda in particolare il loro spostamento. Chi le detiene, regolarmente denunciate, presso il luogo d’utilizzo, ovvero l’appostamento di caccia, non deve spostarle e vanno lasciate in loco. Nelle altre zone d’Italia il loro utilizzo, ovvero lo spostamento, resta consentito. I richiami vivi – in particolare nella provincia di Verona – non erano utilizzabili e quindi non certo possibile veicolo di trasmissione. In tale infelice situazione, si segnala che la disponibilità del mondo venatorio nel monitorare l’avifauna acquatica abbattuta non è stata adeguatamente valorizzata. Auguriamoci, per tutti, che quanto prima l’emergenza abbia una rapida conclusione”.
Il divieto di impiego di richiami vivi Anatidi e Caradriformi riguarda solo ed unicamente i comuni nelle zone d’Italia classificate A e B, come indicato al punto 3 nella nota ministeriale.


