Federazione italiana della caccia, insieme con la settoriale Acma (Associazione cacciatori migratori acquatici), ha realizzato, grazie all’importante contributo dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, un opuscolo e un approfondimento on line dedicati al comportamento da tenere per non entrare in contatto direttamente o indirettamente con l’influenza aviaria. Il titolo di questo lavoro è decisamente esplicativo: “L’influenza aviaria e il ruolo dei cacciatori nella sorveglianza e nella prevenzione” ed è scaricabile in formato Pdf a questo link dal sito della Fidc. L’impegno delle associazioni interessate è soprattutto quello di diffonderlo il più possibile e anche noi di “Caccia & Tiro” ci prestiamo volentieri a condividere questi contenuti e invitiamo tutti i diretti interessati a scaricarlo prima possibile, perché ricco di consigli e pratiche utili a evitare la diffusione dell’influenza aviaria.
L’opuscolo virtuale è una versione più dettagliata rispetto a quello cartaceo e al suo interno possiamo leggere che le informazioni inserite nella breve guida sono pratiche valide in tutto lo Stivale, ma che dovrebbero essere considerate tassative nelle regioni più a rischio che sono classificate come “zone A” e “zone B”. Le “zone A” sono quelle, come leggiamo, “Ad altro rischio di introduzione e diffusione”; mentre le “B” sono “Zone ad alto rischio di introduzione e di maggiore diffusione”. Per essere aggiornati sui territori potete consultare i siti internet delle regioni di appartenenza.
Nel Pdf trovate informazioni utili come quelle da rispettare in caso di ritrovamento di un selvatico morto di sospetta influenza aviaria. Ebbene, bisogna segnalarne la presenza ai servizi veterinari delle Asl. È possibile raccoglierli se si è dotati dei dispositivi di protezione individuale che qualche anno fa sono diventati, nostro malgrado, oggetti di uso comune durante la pandemia di covid 19: stiamo parlando di mascherine protettive e guanti. Se avete due sacchi di plastica potete inserire all’interno il selvatico e aspettare l’arrivo degli esperti che lo invieranno in un laboratorio diagnostico per esami approfonditi.
La parte più corposa di questa pubblicazione è però dedicata alle condizioni di utilizzo e mantenimento dei richiami vivi (Anseriformi e Caradriformi) negli appostamenti fissi di caccia, della quale vi consigliamo una lettura approfondita, perché contiene le sezioni sulle pratiche di gestione.
La copertina della pubblicazione “L’influenza aviaria e il ruolo dei cacciatori nella sorveglianza e nella prevenzione”, realizzato da Feidc, Acma con la preziosa collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie”.


