FIDC E CNCN UNITI PER DIFENDERE LA “CACCIA SOCIALE”

Dopo la polemica di fine 2025 portata avanti dall’Associazione Nazionale Libera Caccia (ANLC) – secondo cui l’emendamento sulle Aziende faunistico-venatorie, inserito nella Legge Finanziaria approvata dal Governo, sarebbe la fine della “caccia sociale” – sono arrivate subito le risposte di Federazione Italiana della Caccia e del Comitato Nazionale Caccia e Natura (CNCN). Per FIdC l’allarme lanciato da ANLC riguarda solo una modifica tecnico-fiscale con annessa polemica creata ad arte: “Per cercare nel malcontento nuovi tesserati, colpendo preferibilmente sempre e comunque Federcaccia, con quella dichiarazione Libera Caccia di fatto si allinea alle posizioni della compagine anticaccia”. Nel comunicato stampa emanato dalla più grande Associazione venatoria del Paese viene chiarito anche che la norma in questione: “Non modifica il rapporto fra l’estensione delle Aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie e il resto del territorio a caccia programmata, che rimane fissato al 15% come previsto dalla 157/92”. La questione, sollevata artatamente dalla ANLC prevede l’opportunità di condurre le Aziende faunistico-venatorie proprio come imprese: “Senza essere costrette a forme ambigue o irregolari di erogazione dei servizi”. Nel comunicato stampa di Federcaccia viene evidenziato anche il fatto che questi Istituti di natura privata vengano utilizzati da tantissimi appassionati e che, soprattutto le Aziende faunistico-venatorie, siano frequentate per giornate di caccia e da tutto il mondo della cinofilia venatoria per le prove e per i raduni da tutti e anche da ANLC, come è facile scoprire da video che si possono trovare su internet senza fatica. A proposito dell’emendamento in questione, Federazione Italiana della Caccia sottolinea che: “Mira anche a promuovere la gestione attiva del territorio e che coinvolge i protagonisti del settore come le Regioni, le Associazioni agricole i cacciatori stessi, nonché le Associazioni venatorie. In conclusione, FIdC dichiara che la “caccia sociale” non è affatto morta e che: “Si difende con serietà, responsabilità, proposte concrete e capacità di stare nei processi politici reali”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche CNCN che, con un altro comunicato, sottolinea che la modifica inserita nell’emendamento: “Riguarda esclusivamente la possibilità per le Aziende faunistico-venatorie di essere considerate imprese, equiparate a quelle agricole e non incide in alcun modo sulla caccia sociale, garantita dall’art. 842 c.c”. Per il Comitato Nazionale Caccia e Natura la nuova norma va a inserirsi in un contesto che rappresenta un miglioramento per il mondo venatorio su tutto il territorio del nostro Stivale. Infatti, permette di costruire maggiore valore da investire in questo settore e di superare alcune difficoltà fiscali emerse nel passato: tutto entro i limiti imposti dalla legge 157/92.


Per Federcaccia e CNCN la “caccia sociale” è salva: l’emendamento sulle Aziende faunistico-venatorie, inserito nella Legge Finanziaria approvata dal Governo, va a inserirsi in un contesto che rappresenta un miglioramento per il mondo venatorio su tutto il territorio del nostro Stivale – Foto Jacopo Foti


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