Saranno Claudia Poggi, Valeriya Sokha ed Elisa Mambelli le Lady scelte dal cit Marco Fabbri, che rappresenteranno i nostri colori ai Campionati del mondo di cinofilia venatoria per la specialità Sant’Uberto che si svolgerà a Nis, in Serbia, dal 22 al 25 ottobre 2026. È davvero tanta la soddisfazione delle nostre atlete che andranno a completare un percorso lungo con la speranza di tornare a casa con il trofeo più ambito di tutti. Le Selezioni si sono svolte al Centro Federale FIdC Collacchioni di Pieve Santo Stefano in provincia di Arezzo, nel cuore dell’Appennino. Abbiamo intervistato una delle protagoniste di questa avventura – Valeriya Sokha – già conosciuta per le sue prestazioni sportive nel tiro a volo, che si è affacciata a questa disciplina cinofilo-venatoria solo da pochi mesi con la sua Atena, griffone korthals di 5 anni: “Ho iniziato a luglio 2025 e decisamente non mi aspettavo di entrare a fare parte della nazionale italiana in così poco tempo. Ho partecipato alle Selezioni perché confidavo nelle prestazioni del mio cane e non pensavo proprio di essere chiamata come titolare. La soddisfazione è stata davvero enorme e devo dire che Atena ci ha creduto più di me fin dall’inizio”. Non dimentichiamo che queste prove si svolgono in binomio e che il Sant’Uberto rappresenta la disciplina più prestigiosa e difficile del mondo cinofilo, perché cacciatore e cane devono dimostrare le loro qualità, ma soprattutto l’affiatamento in pochi minuti. “Il turno di selezione – ci racconta Valeriya – è iniziato con la classica presentazione. Il giudice mi ha esposto il terreno che avrei avuto a disposizione. Dopo aver valutato il vento, mi sono allontanata di pochi passi per caricare con il cane al piede. Poi alla partenza la mia Atena ha iniziato a perlustrare il terreno. Più o meno a metà è andata in emanazione e si è messa in ferma. L’animale non si è involato subito ed è rimasto nel folto, così ho dovuto un po’ ‘spingere’ il cane. Purtroppo ho preso solo di striscio la pernice che è volata via, così non abbiamo potuto fare subito il riporto. Dopo il mio cane era davvero gasato e si è mosso anche nello sporco, come deve fare un vero cane da caccia. Al suono della tromba, per effetto del mio fischio lungo, Atena è tornata subito ai miei piedi e si è fatta mettere il guinzaglio. Devo dire che secondo me il cane non è stato perfetto, ma ha fatto il suo. Ha sentito l’emanazione, ha fermato ed era sotto il mio controllo. Abbiamo svolto un buon turno nel complesso. Adesso siamo a disposizione della nazionale e puntiamo a ottenere la medaglia più importante”. Ecco che emerge il carattere dell’atleta abituata a confrontarsi con i palcoscenici più impegnativi. Le abbiamo chiesto quanto conta l’esperienza in pedana: “Il tiro a volo e il Sant’Uberto sono specialità completamente diverse a partire dal fatto che nella seconda siamo in binomio e questo, ovviamente, rende tutto più difficile ed emozionante al tempo stesso. Queste sono prove che si affrontano insieme con il proprio ausiliare e le variabili che si possono incontrare sono pressoché infinite. L’aiuto grande dalla preparazione delle gare in pedana può arrivare dal punto di vista psicologico nella gestione della tensione, prima e durante le prestazioni. Ho deciso di provare perché sono innamorata del mio cane, me lo ha ceduto Leonardo Senesi che ringrazio per avermi trasmesso questa passione. Poi devo dire grazie a un altro mentore speciale che è Paolo Di Bella, conosciuto nei Giovani Cacciatori FIdC. Infine, ringrazio tutta la Commissione cinofila di Federcaccia che mi ha scelto per rappresentare la bandiera italiana in un’occasione così importante”.
La squadra delle Lady che andrà a rappresentare la nostra nazione ai Campionati del mondo di cinofilia per la specialità Sant’Uberto a Nis, in Serbia – Foto Valeriya Socha


