CENTO MODI DI CREARE LA STORIA

Potremmo abbandonarci a dichiarazioni solenni e trionfali per celebrare i cento anni di storia della Federazione italiana tiro a volo e in un certo modo saremmo legittimati dal prestigio e dal grande valore dei risultati che listituzione creata un secolo fa da Ettore Stacchini ha conseguito. Ma nei fatti da cento anni i successi della nostra Federazione non sono contraddistinti da saettanti proclami o da altrettanto sperticati trionfalismi, quanto invece da quella serietà del lavoro che in sostanza è sempre perfino silenziosa. I miei lettori più fedeli ricorderanno quante volte, in questi miei interventi, ho fatto cenno alla sorpresa che illustri dirigenti sportivi italiani o dirigenti di tante altre nazioni sportivamente celebri hanno manifestato nellapprendere i traguardi che la Fitav ha ottenuto nel corso della sua storia. Segno evidente che il percorso di questi nostri cento anni di storia è caratterizzato, sì, da una manifesta propensione al successo che è però sempre pervasa di riservatezza. Daltronde si tratta delle caratteristiche del più autentico e genuino atteggiamento sportivo che contempla una rigorosa e accurata preparazione ad ogni evento e la parallela consapevolezza che nessun evento – neppure la quadriennale scadenza olimpica, tanto per scendere allesempio più tipico – è un punto di arrivo, ma è semmai invece un trampolino per innescare subito il perseguimento di un altro traguardo. La sostanza di queste mie considerazioni è quindi che siamo approdati al compimento dei nostri primi cento anni di storia con lorgoglio dei tanti successi ottenuti in sede di Olimpiadi, di Campionati mondiali ed europei, con la fierezza di un movimento sportivo che si nutre da sempre di saldi valori che hanno fatto costante riferimento al messaggio olimpico, anche con la consapevolezza di aver saputo recepire tempestivamente e interpretare le istanze spesso diverse che la società civile ci ha indirizzato, ma tutto questo è avvenuto senza presunzione: piuttosto con la coscienza di dover sempre preparare la strada per un nuovo capitolo della nostra storia. Ormai da qualche settimana, digitando una data sulla tastiera dei nostri dispositivi, oppure magari vergandola su carta con una penna, scriviamo: 2026. Non so se è accaduto anche a voi che state leggendo queste note, ma a me quel piccolo gesto simbolico ha trasmesso una grande emozione. Ho immaginato Ettore Stacchini che, proprio nel ruolo che mi onoro di svolgere, avrà a suo tempo tracciato quella data1926 – che segnava il punto di partenza di una grande avventura che si è tradotta nella Federazione italiana tiro a volo. Ecco che allora mi piace sottolineare come adesso, a cento anni da quegli eventi, tutti noi che componiamo la Federazione italiana tiro a volo siamo di nuovo nello stesso ruolo dei grandi pionieri che seppero dar concretezza a quella intuizione. E proprio alla nostra maniera, celebriamo oggi cento anni di grandi risultati per metterci subito al lavoro per costruire altri cento nuovi modi di creare la storia del nostro sport.


Luciano Rossi: Siamo approdati al compimento dei nostri primi cento anni di storia con lorgoglio dei tanti successi ottenuti in sede di Olimpiadi, di Campionati mondiali ed europei, con la fierezza di un movimento sportivo che si nutre da sempre di saldi valori che hanno fatto costante riferimento al messaggio olimpico” – Foto Fitav


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 02/2026.


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