La regola d’oro anche nel caso di un piano di allenamento rivolto agli atleti che hanno una quarantina d’anni – e oltre – e che praticano una disciplina amatoriale (compak sporting, sporting, fossa universale, elica, tiro combinato), è quella che, indipendentemente dal sesso e dall’età, occorre studiare nei dettagli tale programma. Per consentire all’atleta di conseguire il risultato desiderato – la vittoria in una determinata gara – evitando il più possibile quegli errori che potrebbero compromettere la prestazione, con tutti gli strascichi psicologici che inevitabilmente si porterebbe dietro. Considerato che il nostro atleta di riferimento non avrà un calendario così denso di competizioni a cui partecipare, avrà più tempo a disposizione per prepararsi, pianificando di conseguenza il “picco” della sua forma fisica con meno stress “al seguito”. Pertanto, la stagione da sfruttare di più per allenarsi sarà quella invernale, perché il buon esito dell’annata agonistica dipende per un 80% proprio da ciò che si fa in questo periodo. “Per il nostro atleta di 40 anni, allora, se non ci sono problemi strutturali che lo impediscono, si suggerisce la corsa a ritmo blando fino ad arrivare ad una autonomia di 50’. Naturalmente, questo traguardo non deve essere raggiunto in una settimana, bensì in almeno 40 giorni, se si programmano 2 o 3 sedute settimanali. In aggiunta a questo tipo di allenamento, occorre inserire dei lavori per la core stability (esercitazioni per gli addominali in tutte le sue forme). Infine, sarebbe opportuno dedicare delle ore di allenamento allo sviluppo della rapidità e della forza veloce”.
Tratto da: “Teoria e metodologia dell’allenamento”, di Fabio Partigiani, Caccia & Tiro 4/2021.
Foto di apertura: Il preparatore atletico delle squadre nazionali, Fabio Partigiani, e la tiratrice azzurra Federica Caporuscio: si esercita compiendo alcuni piegamenti alla sbarra. © Fitav


