Tutto il mondo dell’elica tornerà presto a Ghedi. Il 6 e il 7 settembre il policampo bresciano sarà infatti la sede del 35° torneo planetario della disciplina e i massimi specialisti di tutti i continenti si confronteranno al Franco Bornaghi per una sfida che si presenta come la più appassionante dell’anno. Che il teatro del prossimo Mondiale si preannunci in possesso di tutte le prerogative per fornire uno spettacolo tiravolistico di alto livello lo prova il fatto che quello di settembre sarà addirittura il quarto Campionato del mondo che si disputerà all’esacampo di Ghedi. Il Franco Bornaghi debuttò a livello planetario nel 1999 per replicare nell’anno delle Olimpiadi di Atene, il 2004, quando la vittoria arrise ad un inedito Massimo Fabbrizi e fu di nuovo la scena della sfida iridata ancora nel 2010. Ma il policampo lombardo negli anni ha ospitato anche numerose prove di Coppa del mondo di elica e di quella disciplina è la sede stabile di tradizionali e celeberrimi appuntamenti “griffati” nel corso di ogni stagione agonistica. Con queste premesse, è facile prevedere un successo tecnico e organizzativo, ma è davvero difficile fare un pronostico per un confronto che si disputerà sulla distanza di 30 bersagli in 2 giorni. Lo conferma anche una voce attendibilissima del pianeta elica: quella del campione europeo in carica della specialità Antonio Passalacqua. “Ghedi è un campo molto tecnico – precisa l’atleta messinese – ed è universalmente riconosciuto come un terreno di gioco molto impegnativo. Al Mondiale di settembre sono attesi tanti specialisti e si sa che la quantità dei contendenti limita inevitabilmente le possibilità di errore, quindi un punto fermo nelle previsioni che si possono formulare potrebbe essere considerato il fatto che si dovrà mirare all’en-plein. L’ipotesi di giocare sulla possibilità di vincere con uno zero, come a volte è accaduto in altre sedi, mi appare tecnicamente inconsistente. A Ghedi potrebbero semmai stare in corsa per il titolo anche i 29 proprio nel caso che le condizioni ambientali dovessero essere davvero difficili. Le macchine del Franco Bornaghi hanno particolarità tecniche nello sgancio del bersaglio che conferiscono caratteristiche particolari alle traiettorie e questo aspetto, in combinazione appunto con condizioni atmosferiche impreviste, potrebbe effettivamente trasformare lo scenario”. Antonio Passalacqua è uno specialista dalle doti singolari che ha molti 30/30 al suo attivo. Il più recente è quello che a giugno ha fruttato all’atleta siciliano il titolo continentale sulle pedane di Le Touquet-Paris-Plage. Ne deriva che è proprio Passalacqua uno dei concorrenti più accreditati anche per la vittoria del titolo iridato. “Nell’elica – spiega il campione messinese – più che in altre discipline del tiro a volo, ogni gara è una storia completamente diversa e quindi è davvero difficile sovrapporre idealmente 2 competizioni anche se vicine del tempo. All’Europeo francese di Le Touquet fra l’altro abbiamo sparato con condizioni atmosferiche molto variabili. Al mattino le temperature erano fresche e il vento alle spalle ha spesso costretto ad accelerare la stoccata in occasione di qualche elica alta o di alcuni bersagli cosiddetti ‘di sfondata’. Va detto anche che i grandi risultati si realizzano quando almeno un altro contendente offre una prestazione di altissimo livello come è avvenuto all’Europeo in cui Andrea Citracca è stato impeccabile e ha meritato pienamente la medaglia d’argento dopo lo spareggio in cui ho prevalso con 17/17. Certamente a Ghedi arriveranno in forza i portoghesi che sono una delle scuole più forti d’Europa, ma a Le Touquet in veste di osservatori e di contendenti fuori gara c’erano anche gli atleti degli Stati Uniti che, per così dire, prendevano le misure in vista del Mondiale italiano. E non possiamo trascurare gli argentini che a loro volta saranno davvero numerosi al confronto iridato”.
“All’Europeo – conclude Passalacqua – ho vinto intercettando 47 eliche consecutive tra i bersagli di programma e lo shoot-off. Anche in queste ultime settimane di avvicinamento al Mondiale ho sempre lavorato pensando all’en-plein. Fra l’altro, per abitudine, non mi piace caricare eccessivamente la preparazione e quindi in allenamento mi limito a 25/30 eliche al giorno: tutte random, naturalmente, per essere pronto a qualunque bersaglio in gara. Poi, come sempre, sarà il campo a decretare il responso, ma qualunque sia l’esito, sono anche certo che quello di Ghedi sarà un Mondiale di grande suggestione agonistica a cui ogni appassionato dovrebbe assistere”.
Tratto da “Tutto il mondo dell’elica a Ghedi”, di Massimiliano Naldoni, Caccia & Tiro 08/2025.
Panoramica dell’esacampo di Ghedi che ospiterà il Mondiale di elica il 6 e il 7 settembre – Foto Fitav




