Il 14 ottobre scorso a Bruxelles è stata presentata la Lista rossa europea degli uccelli 2021 contenente la valutazione dei rischi di estinzione regionale per tutte le 544 specie di avifauna presente in Europa. Al tavolo dei lavori sono intervenuti anche i rappresentanti della Face (European federation for hunting and conservation, tra cui il presidente del Gruppo di Lavoro sulle direttive NaturaMichele Sorrenti. I risultati di questo lavoro, finanziati dalla Commissione europea, sono frutto di una collaborazione tra BirdLife International e l’Iucn (Unione mondiale per la conservazione della natura). Risultati che hanno evidenziato come l’80% circa delle specie di uccelli non desta preoccupazione: è stato valutato infatti con il termine “Least Concern” (“minima preoccupazione” – Ndr). Mentre si osservano tendenze in calo nel 30% dei casi per tutte le specie di uccelli e in oltre il 40% è preoccupante. Per l’avifauna cacciabile lo stato viene definito peggiorato per specie come il beccaccino, l’edredone e il codone e si segnalano trend negativi per il fischione o la moretta. Per diverse specie di anatre, tra cui il codone, il fischione e la moretta, nell’Unione Europea si registra un calo delle popolazioni nidificanti, mentre il loro numero di svernanti è in aumento. Relativamente a questo studio, non si condivide però la scelta della Lista rossa di definire le tendenze e le classificazioni solo in base alle popolazioni nidificanti, poiché il sistema di monitoraggio più affidabile è quello sugli svernanti, coordinato da Wetlands International, che fornisce in molti casi risultati opposti a quelli presenti in questa lista, proprio per quanto riguarda le specie sopra citate. Ad una precisa domanda su queste discrepanze, la responsabile di BirdLife International ha affermato che, nel caso di tendenze contrastanti fra popolazioni nidificanti e svernanti, si è scelta la tendenza più preoccupante. Tale decisione appare sconcertante, considerando la qualità dei dati e il fatto che non vi siano accenni nel documento su queste differenze, che sarebbe stato corretto evidenziare.
Ad esempio, mentre i numeri riproduttivi del fischione stanno diminuendo in Unione Europea, con circa 55mila coppie, la specie resta abbondante nel Vecchio Continente con circa 1 milione di individui che vengono a svernare in questo territorio. Questi dati mostrano che l’Europa sta perdendo l’habitat riproduttivo di qualità per gli uccelli acquatici e il ripristino delle zone umide deve essere molto più importante nell’agenda politica e amministrativa. È il motivo per cui la Face ha chiesto attivamente che nell’ambito della Politica agricola comune siano incentivate migliori misure di conservazione degli habitat, in particolare sulle zone umide e sulle praterie umide. Il rapporto evidenzia anche storie di successo per specie cacciabili in alcuni Stati europei, come la moretta grigia, la moretta codona e la pernice bianca nordica, che sono tutte uscite dalle categorie minacciate della Lista Rossa e ora sono valutate come a “rischio minimo”. Altre ancora, come pernice bianca, chukar e tordo sassello sono passati da “Near Threatened” (“quasi minacciato” – Ndr) a “Least Concern”. I rapporti degli Stati membri nell’ambito della Direttiva Uccelli nel 2013-2018 sono stati il principale set di dati per la valutazione, successivamente integrati – per completare la Lista Rossa paneuropea – da dati simili provenienti da BirdLife Partners e da altri esperti. A questo proposito, l’analisi Face del report della Direttiva Uccelli 2013-2018 fornisce approfondimenti dettagliati per le specie di uccelli cacciabili. La comunità venatoria europea è stata attivamente impegnata nella conservazione dell’avifauna attraverso il ripristino degli habitat, la promozione del buon governo della caccia e il contributo alla ricerca scientifica. La Lista Rossa pertanto manda un segnale chiaro: i prossimi passi sono indagare su ciò che sta accadendo per identificare le priorità di conservazione.
La Lista Rossa 2021 evidenzia anche storie di successo per specie cacciabili in alcuni Stati europei, come la moretta grigia, la moretta codona e la pernice bianca nordica, che sono tutte uscite dalle categorie minacciate e ora valutate come a “rischio minimo” – Foto CC BY-SA 2.0


