DALLA COPPA DEL MEDITERRANEO AL CAMPIONATO EUROPEO

I titoli, si sa, sono per loro natura concisi e poi, giornalisticamente, ci pensano l’occhiello e il catenaccio a fornire qualche breve introduzione e ad aggiungere qualche dettaglio sulla notizia dell’articolo. Per un editoriale, generalmente, basta il titolo a precisare l’argomento che sarà trattato. Ecco, in questo titolo, è già espresso chiaramente che tratterò di un passaggio fondamentale nell’incessante percorso di crescita della Fidasc, in particolare della cinofilia sportiva venatoria. Sembra ieri quando, su brillante intuizione/iniziativa del vicepresidente onorario Domenico Coradeschi, il nostro Paese si fece promotore e ospite della prima competizione cinofila internazionale ufficiale sotto l’egida del Coni. Sembra ieri, dicevo, e invece erano i primi giorni di ottobre 2006 (esattamente 20 anni fa) quando l’Ufficio Stampa della Federazione diramò un comunicato che si può riassumere così: “È ormai ai nastri di partenza, la ‘1a Coppa del Mediterraneo’, l’innovativa manifestazione cinofila internazionale riservata ai Paesi del Mediterraneo che l’Italia ha avuto l’onore di ospitare. La gara, su selvaggina naturale (senza abbattimento), è riservata ai cani da ferma britannici e continentali e vedrà scendere in campo una sessantina di esemplari provenienti da 7 nazioni diverse. L’importante confronto si svolgerà nelle giornate del 10 e 11 ottobre in località Pieve S. Stefano – Collacchioni (Arezzo) e si avvarrà del giudizio di giudici internazionali (tre di diversi Paesi per ogni singola gara). È pertanto facile prevedere che si tratterà di un evento di assoluto valore internazionale destinato a diventare un appuntamento classico della cinofilia di grande livello”. Sono passati 20 anni, e la chiusura “facilmente profetica” di quel comunicato si è avverata per filo e per segno, visto che, nel corso degli anni, i Paesi partecipanti a questa competizione internazionale sono cresciuti in maniera esponenziale da 7 ad un massimo di 23, trasformando lentamente la Coppa del Mediterraneo in una sorta di vera e propria Coppa Europa Fidasc. Oggi, la storica e prestigiosa Coppa del Mediterraneo va in archivio o, meglio, si trasforma da crisalide in farfalla e vede la luce un altro “comunicato” che suona pressappoco così: “Siamo alla vigilia del 1° Campionato europeo Fidasc per cani da ferma su selvaggina naturale in programma il 20 e 21 ottobre 2026 a Niš, in Serbia, e, con le iscrizioni ormai chiuse, possiamo già parlare di un successo che va oltre i numeri. 16 Paesi europei partecipanti e oltre 160 binomi in gara, pronti a confrontarsi non soltanto per il titolo a squadre, ma anche per conquistare il titolo individuale di campione europeo. In casa Fidasc si respira soddisfazione. La scelta di intraprendere il percorso Praemium si sta dimostrando una scelta premiante, con l’ambizione di costruire un riferimento sempre più autorevole per tutti quei cinofili che desiderano avvicinarsi e investire nella cinofilia sportiva. Siamo consapevoli che ogni cambiamento porta con sé aspettative, confronti e, talvolta, anche delusioni. Ci dispiace se qualcuno ha visto disattese le proprie aspettative, ma crediamo fermamente che crescere significhi anche avere il coraggio di proporre nuove strade, senza rinnegare ciò che esiste, ma cercando di arricchirlo. Il nostro obiettivo non è togliere nulla al panorama cinofilo attuale, né mettere in discussione il valore delle altre realtà. Al contrario, vogliamo aggiungere opportunità, ampliare gli orizzonti e valorizzare un elemento che riteniamo fondamentale: il binomio cane-conduttore. Vogliamo contribuire a elevare sempre di più, anche nell’ambito della cinofilia venatoria, il concetto del cane atleta: un cane preparato, allenato, capace di esprimere le proprie qualità naturali attraverso un percorso fatto di lavoro, dedizione, equilibrio e sintonia con il proprio conduttore (..)”.

Ecco, tra il comunicato del 2006 e quello di oggi c’è stato un ininterrotto percorso di crescita che è culminato con il “salto” di qualità che il titolo illustra chiaramente e che, forse, lascia aperti altri orizzonti e altri salti.


“A caccia di sport”, di Felice Buglione, Caccia & Tiro 11/2026.


Un’immagine dalla Serbia, in cui nel momento in cui scriviamo è già andato in scena il 1° Campionato europeo su selvaggina naturale – Foto Fidasc


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