Forse sorprenderà alcuni di voi la notizia che, proprio in una domenica della scorsa primavera, ho piacevolmente dedicato una giornata intera all’attività di pedana. Nel ruolo di tiratore, intendo. Molti altri di voi, invece, non saranno sorpresi, perché di fatto non ho mai abbandonato l’attività. Sì, naturalmente negli anni la mia frequentazione delle pedane è risultata ridotta e fortemente ridimensionata per i miei impegni sul fronte nazionale e internazionale, ma certamente la pratica non è stata mai trascurata. Di un aspetto, invece, sono io a sorprendermi, molto favorevolmente, ogni volta che decido di salire in pedana e di misurarmi nuovamente con l’agonismo: e quell’aspetto è l’emozione che il nostro sport sa trasmettere. Quel genere di emozione è qualcosa che conosce e sperimenta soltanto chi ha la fortuna di possedere una passione sconfinata per la nostra disciplina sportiva. Perché si tratta di un processo emozionale che si rinnova ogni volta, magicamente, con la stessa intensità. Di quella sensazione, ho avvertito addirittura l’esigenza immediata di rendere partecipe il maggior numero possibile di persone con una serie di post sui social in cui ho evidenziato il felice impatto emotivo di quella piacevole discesa in campo con il fucile in spalla. Non esagero dicendo che le emozioni vissute nuovamente, in quella recente giornata di primavera in cui mi sono dedicato a inseguire i piattelli, sono state pari a quelle che ho sperimentato quando intercettavo i miei primissimi bersagli volanti e peraltro comprendevo che quella grande passione sportiva avrebbe rappresentato per sempre un perno fondamentale delle mie scelte esistenziali. Va da sé che allora, da giovanissimo, sicuramente non immaginavo che il tiro a volo avrebbe permeato in maniera così ampia la mia vita, ma quello che mi appariva chiaro fino da quei tempi era il fatto che le sensazioni trasmesse dal nostro sport fossero nette, genuine, intense, durevoli e soprattutto facili da condividere con tante persone che sperimentassero lo stesso amore per la pedana. Perché il tiro a volo è uno sport che permette a ciascuno e ciascuna di noi di compiere un percorso interiore molto personale – un itinerario sportivo che appunto ciascuno e ciascuna declina nel modo che preferisce – ma quel percorso è anche un grande spazio comune in cui gli appassionati e le appassionate possono ritrovarsi in qualunque momento, in qualunque epoca, a qualunque età. Quando si tratta del tiro a volo, insomma, parlare di emozioni senza tempo non è una facile formula a effetto, perché appunto quelle meravigliose sensazioni che abbiamo sperimentato colpendo il nostro primo piattello ci apparterranno per sempre.
“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 06-07/2026.
Il presidente Fitav e Issf Luciano Rossi in veste di tiratore: “Negli anni la mia frequentazione delle pedane è risultata ridotta e fortemente ridimensionata per i miei impegni sul fronte nazionale e internazionale, ma certamente la pratica non è stata mai trascurata” – Foto Fitav


