Il Coordinamento Colombaccio Italia, nato dal protocollo d’intesa – siglato dalle Associazioni nazionali Federazione Italiana della Caccia e Anuu Migratoristi e rappresentato dal coordinatore nazionale, Gherardo Ambrosini, dal cicecoordinatore nazionale, Michele Galassi e dal segretario nazionale nonché coordinatore regionale Toscana, Terfiro Innocenti – è al lavoro sulla raccolta dei dati del monitoraggio dei nidificanti e della migrazione autunnale. Si tratta di un lavoro complesso che per il monitoraggio dei columbidi nidificanti (tortora selvatica e colombaccio) nella stagione in corso ha visto coinvolti oltre 90 rilevatori e 168 stazioni di rilevamento dislocate in 8 regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Liguria, Lazio, Campania, Veneto e Marche. L’anno scorso i rilevatori erano poco più di 50, da questo numero si evince come le attività siano cresciute e si siano ampliate grazie all’impegno del Coordinamento stesso e delle Associazioni coinvolte. Il monitoraggio della migrazione del colombaccio da appostamento fisso di caccia nel 2025, invece, ha visto impegnati un numero superiore a 150 appostamenti fissi dedicati alla specie che si trovano in 5 regioni (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Liguria, Marche). Abbiamo contattato Simone Capriotti, responsabile tecnico-scientifico del Coordinamento Colombaccio Italia che a noi di Caccia & Tiro ha spiegato: “Si tratta di uno sforzo grandissimo da parte dei nostri rilevatori e dei nostri associati. I cacciatori stanno contribuendo a questa ricerca rivolta a conoscere la densità del colombaccio e della tortora soprattutto nidificante, per cercare di rispondere anche a quello che ci richiede il Piano di Gestione Nazionale sulla tortora. Tutto per ottenere dati aggiornati sulla consistenza della popolazione e sperare un giorno di riottenere il prelievo di questa specie. Mi preme anche sottolineare il ruolo dei cacciatori che si attestano fra i protagonisti principali nella conservazione della biodiversità”. Prosegue Capriotti: “La grande mole di dati restituiti sarà elaborata da noi con la collaborazione dell’Università della Tuscia rappresentata dal professor Riccardo Primi e renderemo pubblici i risultati. Prima saranno a disposizione dei cacciatori e delle amministrazioni locali e poi predisporremo pubblicazioni scientifiche. Fra gli obiettivi per il futuro intendiamo inoltre incrementare tutte le nostre attività coinvolgendo sempre più rilevatori e stazioni per far crescere i dati e ottenere sempre più informazioni da elaborare”. Per chi effettua le operazioni di monitoraggio dagli appostamenti fissi sono state preparate tabelle che avvisano che si tratta di stazioni di monitoraggio e rilevamento volte alla raccolta di dati scientifici. “Un piccolo riconoscimento e un supporto anche per far comprendere il ruolo che ricoprono i cacciatori all’interno della società – conclude il responsabile tecnico scientifico del Coordinamento, che poi invita tutti ai prossimi appuntamenti dedicati alla caccia –. Aspettiamo gli appassionati a EOS Show che quest’anno si svolgerà a Parma dal 28 al 30 marzo e a Caccia Village di Bastia Umbra dal 16 al 18 maggio. Incontreremo tutti i rilevatori, presenteremo i nostri studi e cercheremo nuove persone interessate a contribuire alla ricerca. E a proposito, il prossimo anno cercheremo anche di incrementare la raccolta dati attraverso la telemetria satellitare. La richiesta che facciamo ai cacciatori è quella di contribuire, anche economicamente, per permetterci di acquistare i radiocollari sia per il colombaccio sia per la tortora e sperare nel 2026 di poter posizionare i trasmettitori su alcuni animali, così potremo scoprire tante informazioni in più su queste specie di grande interesse venatorio”.
Il Coordinamento Colombaccio Italia è nato dal protocollo d’intesa siglato da Federcaccia e Anuu Migratoristi – Foto Coordinamento Colombaccio Italia e Jacopo Foti


