IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA PROMETTE: “ENTRO AGOSTO LA RIFORMA DELLA LEGGE SULLA CACCIA”

Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, è stato ospite allo stand della Federazione italiana della caccia durante la manifestazione fieristica Caccia Village di Bastia Umbra, dove ha rilasciato delle dichiarazioni molto interessanti per il mondo venatorio. Nel video che condividiamo, durante una chiacchierata con il presidente nazionale Fidc, Massimo Buconi, l’esponente del Governo ha dichiarato: “Innanzitutto buon compleanno a Federcaccia, 125 anni rappresentano una storia che si ricostruisce in stagioni positive e stagioni che hanno visto l’attività venatoria non rappresentata come merita. Abbiamo vissuto un referendum devastante nel 1990, che pur non avendo prodotto l’effetto sperato da quelli che avevano raccolto le sottoscrizioni, ha incrinato il rapporto fra la società e l’ambiente della caccia. Il cacciatore è stato sempre un elemento costituente del rispetto dell’ambiente, dell’attività di bioregolazione fondamentale”. Il ministro ha poi dichiarato: Abbiamo avuto una legge, la 157/92, che era disegnata in quel momento e con quelle condizioni. In campagna elettorale noi abbiamo assunto un impegno, quello di modificarla e aggiornarla. In parte lo abbiamo fatto all’inizio del mandato andando incontro alle emergenze legate al problema della Psa. Abbiamo però lavorato per arrivare a una riforma complessiva del testo che abbiamo annunciato nella Legge Finanziaria di dicembre come ‘collegato’. Per chi non è esperto di processi normativi, significa approvarla entro agosto. Prima della nuova stagione avremo la riforma della 157. Dopo 30 anni un Governo si impegna e realizza quello che garantisce. Nel frattempo abbiamo affrontato dei problemi rispetto alle interpretazioni di alcune direttive europee, come quella che riguarda le aree umide che imputavano al cacciatore responsabilità penali molto rilevanti. Abbiamo lavorato per ridurle in sanzioni amministrative che fossero compatibili con lo svolgimento dell’attività venatoria in aree molto ben definite. Ci siamo impegnati sui Key concepts, altro argomento del quale si parla ormai da 20 anni, sui quali tutti facevano chiacchiere, noi abbiamo presentato i fatti e quindi portiamo a soluzione un processo di questa natura. Si parlava di ricostituire il Comitato faunistico venatorio, tutti lo volevano e nessuno lo faceva. Lo abbiamo messo in campo ed è diventato un bilanciamento dei pareri che derivano anche da altre istituzioni che nel tempo sono state troppo faziose. Dobbiamo dire chiaro che l’Ispra è un soggetto importante dal punto di vista scientifico, ma non è il detentore delle ‘regole divine’: contribuisce alla gestione della fauna selvatica. Portiamo ad esempio la 157 con tanti elementi che risolvono molti problemi e chiariscono quelle che spesso sono diventate interpretazioni giuridiche che impediscono lo svolgimento dell’attività venatoria, approfittando delle lacune normative e lasciando a magistrati, spesso orientati legittimamente in senso diverso da quello che noi interpretiamo, ma che non possono proibire la caccia se la legge italiana lo consente. Il nostro Governo fa applicare le leggi e nessuno può immaginare di non permettere a liberi cittadini di svolgere la loro attività”. “Noi intendiamo garantire quelli che esercitano la caccia con passione, – ha affermato Lollobrigida – con rispetto delle regole, con grande onestà in relazione con gli altri mondi, come quello agricolo”. Il ministro conclude parlando anche del problema “lupo”: “Esempio puntuale di come le ideologie non corrispondano alla realtà, noi tutti vogliamo che ci sia l’allevamento in montagna, vogliamo l’allevamento estensivo, noi vogliamo vedere gli animali all’interno del territorio, ma ci sono i grandi carnivori. Siamo riusciti, noi italiani, prima rispetto ad altre nazioni, a denunciare questo fatto. Il lupo è stato declassato, significa che tutti potranno abbatterlo? No, ma si potrà ragionare su dati scientifici che ci diranno quale numero di lupi è tollerabile per l’ambiente e potremo intervenire per ridurre la popolazione lupina quando supera il livello consentito dall’ecosistema”.


Il Ministro Francesco Lollobrigida insieme con il presidente Fidc, Massimo Buconi.


 

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