Nel mese di aprile 2025 è partito il progetto che vede collaborare insieme Federazione italiana della caccia e la Settoriale Ucim (Unione cacciatori italiani migratoristi) per il monitoraggio della migrazione primaverile della quaglia e si proseguirà fino al 20 maggio. Per scoprire come si sta procedendo, abbiamo interpellato il coordinatore scientifico dell’Ufficio Studi e Ricerche Fidc, Michele Sorrenti, che a noi di Caccia & Tiro ha dichiarato: “Il lavoro procede attraverso 4 stazioni di inanellamento standardizzato distribuite attraverso l’Italia in Veneto, nelle Marche e in Calabria. Lo studio ha lo scopo di monitorare le popolazioni di quaglie in transito migratorio prenuziale nel corso degli anni, quindi andrà avanti per le stagioni future, così da fornire indicazioni sulla demografia della popolazione migrante in Italia in primavera”. Si tratta di un progetto importante: la quaglia è stata infatti scelta dalla Commissione Europea come specie per un prossimo piano di prelievo adattativo che coinvolgerà tutti gli Stati nei quali la specie è cacciabile, perciò quelli situati nell’area del Mediterraneo. “Conosciamo bene quanto sia importante questa specie per i cacciatori italiani, ma anche per quelli spagnoli, francesi, greci, maltesi e di varie altre nazioni – dichiara sempre Sorrenti – Ecco perché Federcaccia si è attivata e attrezzata da subito per questa iniziativa che ha avuto anche l’approvazione e la valutazione favorevole da parte di Ispra. È quindi probabile che si aggiungano altri inanellatori afferenti a Ispra e che faranno lo stesso monitoraggio. Alla fine, speriamo di poter condividere i dati”. Ma non è finita qui perché: “Abbiamo in programma anche un aumento della collaborazione sui diari di caccia proprio per la quaglia – prosegue il coordinatore tecnico scientifico – con l’obiettivo di monitorare la popolazione autunnale cacciata, attraverso il resoconto che i cacciatori possono fare nei loro diari, in modo da ricavare degli indici che possano dare chiarificazioni sullo stato della popolazione. Una terza iniziativa che stiamo pianificando è la verifica del conteggio con il classico metodo del censimento attraverso il canto dei maschi. Vogliamo scoprire quanto sia efficace: pertanto in un’area campione affiancheremo alla registrazione del canto anche altri metodi di conteggio degli individui di quaglia presenti nel periodo riproduttivo e post riproduttivo. Federcaccia attraverso la collaborazione e il finanziamento portato avanti da Ucim sta quindi lavorando per mantenere la tradizione venatoria di questa specie negli anni prossimi, con l’auspicio di non subire modifiche o restrizioni forti da parte della Commissione Europea”. L’iniziativa sta procedendo: “Le catture ci sono – conclude Sorrenti – e siamo piuttosto soddisfatti per come si si sta sviluppando e per come l’abbiamo fatta diventare realtà in poco tempo. La scelta dei luoghi di monitoraggio si sta dimostrando corretta e i risultati al momento sono buoni. Sarà un progetto pluriennale che consentirà di conoscere la tendenza della popolazione, ma già da questo primo anno saranno disponibili i dati sull’età e il sesso degli individui catturati con le relative differenze dei tempi di migrazione”. Nell’audio che qui riportiamo viene approfondito l’argomento e si può ascoltare l’intervista completa a Michele Sorrenti.
Il progetto sul monitoraggio della migrazione primaverile della quaglia, avviato da Federcaccia con la collaborazione dell’Unione cacciatori italiani migratoristi, è ormai operativo, come mostrano le foto qui riportate – Foto Federcaccia










