NOI E IL NOSTRO FUTURO – EDITORIALE

Il Covid danneggia tutti: fra gli infiniti e dolorosi guasti prodotti dal terremoto pandemico – in tutto il globo terracqueo e non solo in Italia – ce n’è anche uno che interessa il mondo dello sport. Infatti, dopo aver bloccato e sconvolto tornei e competizioni d’ogni tipo, come sappiamo bene noi della Fidasc, l’emergenza sociosanitaria del virus Sars CoV-2, è riuscita nell’impresa di bloccare le Olimpiadi. Solo le Grandi Guerre erano arrivate a tanto. Stavolta, però, il virus non ha spento la fiamma olimpica: Tokyo l’ha lasciata accesa, bloccando il tempo come un segno concreto di speranza; così come è un segno di continuità il mantenimento della numerazione di questi Giochi Olimpici che, pur se slittati di un anno, passeranno alla storia come i XXXII. Anche nel “piccolo” mondo del Coni e delle sue Federazioni, le carte sono state sparigliate in maniera davvero pesante e le primissime ripercussioni di carattere amministrativo o burocratico che dir si voglia, si sono avute proprio in quello che, ogni 4 anni, è l’appuntamento principe della democrazia. Quello nel quale si scelgono i dirigenti che guideranno il governo di ogni manifestazione agonistica, dal livello più elementare a quello massimo delle competizioni internazionali.

Negli ultimi tempi, all’interno dei grandi quotidiani, si è creato uno schieramento trasversale che spara continuamente ad alzo zero contro il mondo dello sport. Un insulso gioco al massacro condotto con la compiaciuta complicità di una politica raffazzonata che, invece di proporre soluzioni pragmatiche e condivisibili, è ancora impegnata nell’affannosa ricerca di un nome nuovo con il quale battezzare una creatura non solo ancora non nata ma neanche concepita. Quando il presidente del Coni decise di lasciare alle singole Federazioni la scelta fra lo slittamento delle elezioni e il loro regolare svolgimento, su alcuni quotidiani si scatenò l’ennesimo feroce attacco contro la gestione attuale dello sport; un attacco di stampo quasi “social”, contrassegnato da una valanga di insulti basati su fantasie e luoghi comuni molto più che banali. Si scrisse che mentre per tutto il mondo dello sport il rinvio delle Olimpiadi avrebbe rappresentato una sciagura, per la piccola bottega sportiva italiana sarebbe stata una fortuna in quanto avrebbe permesso a molti presidenti di rimanere comodamente in poltrona per altri mesi. La migliore risposta a questa ridicola campagna denigratoria l’ha data proprio la nostra piccola, grande Federazione che ha serenamente e convintamente mantenuto inalterata l’agenda di avvicinamento all’Assemblea elettiva e la sua data che cadrà, secondo le regole, entro il prossimo 15 marzo. Con buona pace dei dietrologi e dei seminatori di odio.

È evidente che noi della Fidasc non abbiamo poltrone da difendere a tutti i costi e il vuoto normativo creatosi a seguito dello slittamento delle Olimpiadi ci ha addolorato. Non certo bloccato. Ci ha addolorato tanto quanto l’immobilismo sportivo al quale siamo stati costretti e che abbiamo cercato di contrastare con tutti gli strumenti tecnici, legali e scientifici che le peculiarità delle nostre discipline e specialità ci offrivano. Con coerenza, capacità organizzative e con un pizzico di caparbietà, siamo stati fra i primi a riprendere l’attività agonistica all’indomani del via libera e da quel giorno ad oggi non c’è stato un solo fine settimana (anche a Ferragosto) senza che in qualche angolo d’Italia non ci fosse una manifestazione di cinofilia o di tiro. Il Consiglio federale, estremamente attivo, anche se “in remoto”, è stata una vera e propria fucina nella quale hanno preso forma tutte quelle iniziative che le varie Commissioni e la struttura periferica erano riuscite a creare, pur se in un clima di grande difficoltà e incertezza. Ed è con questo stesso spirito combattivo che la dirigenza federale affronta serenamente, con grande orgoglio e profonda determinazione proprio quell’appuntamento così vitale che qualcuno vorrebbe far sembrare solo una farsa.


“Noi e il nostro futuro” di Felice Buglione, Caccia & Tiro 11/2020.


 

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