Ancora un esempio di disinformazione di chiaro stampo animalista quello che sta circolando in rete in questi giorni. E che riguarda il Piano Faunistico Venatorio Regionale (PFVR) recentemente approvato dalla Regione Toscana. Per la precisione la possibilità di scaricare un semplice modulo per “sottrarre il proprio terreno alla caccia”, così da mettere nero su bianco la contrarietà etica verso l’ars venandi o di citare in maniera generica la salvaguardia della fauna e della proprietà per far sì che la Regione escluda la stessa dalla programmazione venatoria. Ma la Legge regionale 3/94 all’art. 25 (Fondi chiusi e aree sottratte alla caccia programmata) e il DPGR 36/R/2022 all’art. 44 dicono ben altro rispetto ai reali requisiti che un fondo deve possedere per essere vietato all’esercizio venatorio. Requisiti che si possono così esplicitare: il vincolo dei 200 ettari accorpati di terreno continuo e i programmi di ricerca e sperimentazione con finanziamenti pubblici. Non basterà quindi compilare un modulo, peraltro “vuoto” dei requisiti di legge e di conseguenti perizie tecniche GIS (relazione specialistica basata sul Sistema Integrativo Geografico – Ndr), come spiega in maniera chiara e dettagliata un articolo pubblicato da AB Agrivenatoria Biodiversitalia.
In rete si è di recente verificato uno degli ennesimi esempi di disinformazione veicolata ad arte a puro scopo propagandistico, in base al quale si promette ai proprietari terrieri toscani di scaricare e compilare un modulo per sottrarre il proprio fondo alla caccia programmata, adducendo motivazioni ambientaliste ed etiche a dir poco abborracciate, pensando tra l’altro di recintarlo senza sostenere alcun costo – Foto generata con Gemini AI


