I MILLE VOLTI DEL TIRO A VOLO

Quella che tutti abbiamo appena vissuto è stata probabilmente la più strana estate sportiva che la storia recente ricordi. Il fatto stesso che in un anno dispari come il 2021 si sia celebrata l’Olimpiade, che la pandemia e la conseguente emergenza sanitaria avevano fatto rinviare, ci ha imposto ritmi anomali. Abbiamo chiamato quadriennio un quinquennio; chiameremo di nuovo quadriennio quello di fatto già iniziato, che è però un triennio. Questo, tanto per sottolineare l’eccezionalità del momento! Quanto al dato agonistico, abbiamo gioito per la straordinaria impresa di Diana Bacosi, che ha donato al nostro tiro a volo, al nostro Comitato Olimpico e alla nostra Italia un prestigioso argento, e abbiamo sofferto per qualche impresa invece mancata in altre discipline.

Legittima esaltazione per i risultati positivi e inevitabile disappunto per qualche insuccesso sono l’ingrediente tipico dello sport. Ma il nostro sport, che ha così tante meravigliose sfaccettature, in questa estate 2021 così anomala ci ha regalato numerosi e brillanti successi anche nelle specialità non olimpiche; nella fossa universale, nel compak e nello sporting, nell’elica, nel trap uno e nel tiro combinato. E in questa panoramica rapida di specialità – talvolta dal grande portato storico e talvolta invece di recente creazione – mi piace inserire anche il double trap: la specialità che ha avuto, come è noto, dignità olimpica per alcuni quadrienni e che all’Italia ha donato peraltro prestigiosi risultati anche proprio in sede di confronto a cinque cerchi, ma che poi è stata letteralmente abbandonata da quella dirigenza internazionale del nostro sport che non ha saputo valorizzarne e apprezzarne la grande spettacolarità.

A proposito della carrellata di discipline che ho appena proposto, possiamo dire che questa stagione ha prodotto luminosi successi internazionali, individuali e di squadra, o anche soltanto qualche gratificante bel risultato di partecipazione sul versante nazionale. Nell’uno e nell’altro caso, la concomitanza di eventi che si è perfino verificata tra le discipline del programma olimpico e quelle del cosiddetto comparto amatoriale dicono molto di noi: delle nostre tante anime che convivono e si trasmettono reciprocamente slanci e motivazioni. Quando affermiamo con vigore che il nostro è uno sport che riesce a unire tante realtà agonistiche e perfino anagrafiche molto diverse, è proprio perché le discipline olimpiche e quelle non olimpiche del tiro a volo offrono una vastissima gamma di opportunità per le atlete e per gli atleti di tutte le età.

E poiché siamo frattanto proprio nell’imminenza del Campionato del mondo di para trap, mi piace qui sottolineare anche quanto lavoro è stato compiuto dalla nostra Federazione e dai nostri atleti di quel comparto per la promozione e lo sviluppo di una pratica che finalmente sembra poter guardare con fiducia all’approdo paralimpico. Nel titolo di questo intervento ho voluto evocare la molteplicità degli aspetti e insistere appunto sulle mille sfumature di colore del nostro tiro a volo. Oggi si è compreso che molteplicità significa convivenza di situazioni anche molto diverse all’interno di una comunità che tuttavia si presenta omogenea. Il tiro a volo è in fin dei conti da sempre proprio questo: mille volti diversi all’interno di una comunità di sportive e sportivi che opera con una forte coesione. Ci attendono ancora settimane di intensa attività nazionale e internazionale e poi, all’orizzonte, un segmento invernale, per noi ormai da tradizione tutt’altro che immoto, che prelude a un intenso triennio di preparazione verso Parigi 2024. E verso questi nuovi orizzonti vogliamo procedere proprio con quella nostra capacità di essere una straordinaria realtà dai mille volti.


“Linea di tiro”, di Luciano Rossi, Caccia & Tiro 9/2021.


La numerosa e titolata squadra azzurra di compak al Campionato europeo del mese di agosto.

 

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