I DATI AGGIORNATI SUGLI INCENDI CHE HANNO COLPITO LA NOSTRA EUROPA

ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha reso noti i dati, aggiornati al 28 luglio 2026, degli incendi boschivi in tutta Europa.
È emerso che nella seconda metà di luglio nel nostro continente sono andati a fuoco 225 chilometri quadrati di boschi al giorno, il doppio della superficie di Parigi. Le zone più colpite sono in Italia, in Francia e in Spagna. Il rogo più esteso si è verificato ad Ávila, in Spagna, nella zona a nord ovest di Madrid. Qui sono bruciati 440 chilometri quadrati, un territorio grande come Barcellona. Anche in Francia, nella zona della Gironda, un incendio ha interessato più di 400 chilometri quadrati. Notizie relative a questi eventi sono state condivise anche dai nostri telegiornali nazionali. In Italia la situazione è piuttosto preoccupante: dal 1° gennaio al 28 luglio 2026 sono stati segnalati 1070 incendi che hanno riguardato i boschi – ce lo confermano le osservazioni via satellite Sentinel Copernicus 2 – per un totale di 741 chilometri quadrati di superficie interessata. Purtroppo il 14% di questi territori era composto da foreste, mentre 119 chilometri quadrati erano zone agricole andate perse.
Le regioni maggiormente colpite dal fenomeno sono Sicilia, Calabria e Puglia.
In questo mese di luglio 2026 un vasto incendio ha interessato il Parco Nazionale del Gran Paradiso in Piemonte, dove sono bruciati 2,38 chilometri quadrati di aree prative. Anche nel Parco del Pollino è scoppiato un incendio che ha distrutto 14 chilometri quadrati di boschi. Secondo Alessandra Gallone, presidente ISPRA e SNPA (Sistema Nazionale Protezione Ambiente), per contrastare questo fenomeno le strategie vincenti sono il monitoraggio attraverso i sistemi tecnologici più avanzati e la prevenzione.


Un incendio del 2023 che ha interessato l’ingresso della Valle di Cogne, proprio ai piedi del Parco Nazionale del Gran Paradiso in Valle d’Aosta. Fino a non molto tempo fa queste zone di montagna erano relativamente al sicuro dal fuoco per il clima estivo più fresco. L’abitato che si vede in primo piano è il territorio del comune di Aymavilles – Foto GC – Ufficio Stampa ISPRA


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