Originario di Forlì, Renato Ricci è un libero professionista, nella fattispecie un progettista di impianti elettrici. Ma nel cosiddetto tempo libero fa il tecnico Fidasc del tiro di campagna nonché il direttore di gare razze da seguita su lepre e cinghiale. Un duplice ruolo che per lui ha un’unica matrice: quella venatoria, da cui tutto è infatti partito.
Quali sono i motivi che l’hanno spinta verso la Fidasc?
“Nel panorama sportivo della mia regione le attività delle Federazione sia sui cani da seguita che sul tiro purtroppo si erano un po’ arenate, di conseguenza, assieme a un gruppo di amici, abbiamo cercato di dare un nuovo impulso a tali attività. Però per poter svolgere gare degne di tale nome, la prima cosa che serve è un direttore e, in seconda battuta, non per importanza, avere una figura che possa fornire le basi tecniche agli atleti per esercitare al meglio la propria disciplina”.
Da quanti anni esercita questo duplice ruolo?
“Ho iniziato a partecipare attivamente alle attività Fidasc dal 2021. Poi come direttore di gara per i cani da seguita dal 2022 e successivamente come tecnico per il tiro di campagna dal 2026”.
Quali impegni sportivi la vedranno impegnato nei prossimi mesi?
“Siamo arrivati al termine di un periodo (nel momento in cui scriviamo – NdR) denso di manifestazioni sportive, sia regionali che nazionali con i cani da seguita. Mentre per il tiro abbiamo effettuato l’eliminatoria regionale tiro di campagna a 200 metri su sagoma di camoscio, dopodiché con la squadra abbiamo partecipato alla finale nazionale a Potenza ottenendo risultati direi più che soddisfacenti. A fine agosto, invece, con il gruppo regionale dei cani da seguita abbiamo in programma una gara amatoriale combinata ‘tiro di campagna e seguita su cinghiale’, il cui ricavato sarà devoluto al Reparto di Oncologia pediatrica dell’Ospedale ‘Infermi’ di Rimini. E poi parteciperemo alla finale nazionale di tiro su sagoma di cervo a 300 metri che si svolgerà a Lugnano ad inizio settembre”.
Gareggia, oltre a giudicare e ad allenare?
“Sì, ho partecipato a diverse gare di tiro di campagna a 200 e 300 metri arrivando alle finali nazionali”.
Il ricordo più bello che la cinofilia e il tiro le hanno finora lasciato.
“Sicuramente uscire dal panorama delle gare amatoriali e passare a un livello regionale e nazionale con l’appoggio della Federazione ti fa sentire parte di un sistema che rende merito ai sacrifici e al lavoro svolto fino ad ora, dando sempre più impulso e voglia di crescere”.
Una domanda che ho posto ad altri suoi colleghi: qual è la razza per lei più “portata” su lepre e su cinghiale?
“Per il cinghiale sono un forte sostenitore del segugio maremmano, razza selezionata specificatamente per questo tipo di attività. Per la lepre sostengo e caldeggio con ‘spirito patriottico’ il segugio italiano”.
Tratto da “Duplice ruolo per Ricci”, di Francesca Domenichini, Caccia & Tiro 09/2026.
Renato Ricci in occasione di alcune gare sia cinofile che di tiro di campagna – Foto Fidasc




