Da aprile a giugno 2021, l’Associazione Faunisti Veneti ha avviato un ciclo di incontri online dal titolo “Conversazioni sulla fauna del Veneto”, in collaborazione con la Biblioteca di Area Scientifica e con il Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Cà Foscari di Venezia.
Uno degli eventi formativi e conoscitivi in calendario – “I mammiferi alloctoni nel Veneto” – ha avuto come relatore Mauro Bon, responsabile della ricerca e della divulgazione scientifica presso il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia. Nel corso di questo suo intervento, ha tratteggiato una panoramica sulla presenza e diffusione delle specie invasive nel territorio della Regione, fornendo anche qualche dato generale sul fenomeno a livello europeo. Un fenomeno, quello della fauna aliena, a dir poco preoccupante: rappresenta la seconda causa di perdita della biodiversità nel mondo, la terza nel Vecchio Continente.
In Italia, secondo quanto riportato dal Progetto Life ASAP (durato 4 anni e conclusosi nel 2020, esclusivamente incentrato sulla comunicazione legata alle specie aliene invasive), negli ultimi 30 anni si è assistito ad un aumento esponenziale (+96%, pari a più di 3000 specie aliene). Specie invasive possono risultare anche animali che siamo soliti considerare “di casa”, come ad esempio il muflone. Introdotto relativamente da poco in Veneto (agli inizi degli anni ’70), i nuclei più importanti sono in bassa e media montagna (provincia di Belluno e Treviso). Tra gli impatti negativi che può provocare, dato che è una pecora selvatica, diventare un serbatoio, un recettore delle infezioni degli ovicaprini. Passando invece ai lagomorfi, una specie che dà problemi di varia natura è il silvilago o minilepre che ha esteso il suo areale soprattutto nella provincia di Rovigo. Una sua eccessiva proliferazione provoca danni all’agricoltura, in particolare alle colture orticole e alle fitocenosi naturali degli ambienti litoranei del Delta del Po, come gli scanni, che sono di interesse comunitario.
Tra la fauna veneta che può risultare “invasiva”, ad esempio il muflone – Foto Rosellino – CC BY-SA 4.0


