Lo staff della nostra nazionale è tornato dalla Polonia dove si sono svolti i Campionati del mondo di caccia e l’Italia ha dimostrato il proprio valore distinguendosi nella disciplina più difficile, quella del Sant’Uberto. Fra le 22 nazioni partecipanti abbiamo dimostrato di essere i più forti grazie alle prestazioni di Marco Teribint, medaglia d’oro nella categoria Assoluti, di Elio Mascheretti, oro per gli Spaniels e a Nunzia Salpietro, medaglia di bronzo nelle Ladies. “Non è tutto – commenta soddisfatto il coordinatore della Commissione Sportiva Fidc, Luigi Chiappetta – perché i nostri hanno conquistato anche il secondo posto a squadre negli Assoluti e nelle Ladies. Abbiamo dimostrato che la nostra preparazione è di assoluta eccellenza e per un solo punto i nostri Assoluti non hanno conquistato il podio a parimerito con la fortissima Serbia. Siamo felicissimi di questi risultati arrivati così, perché significa che siamo in crescita. Ho capito che avevamo tante possibilità già prima delle selezioni finali di Collacchioni, perché la preparazione dei binomi era adeguata all’evento. Il giorno prima dei Campionati del mondo abbiamo svolto allenamenti mirati in loco e grazie alla qualità espressa sapevamo che potevamo fare molto bene. Mano a mano che i binomi sono scesi sul terreno assegnato ci hanno confermato che le nostre sensazioni erano concrete, anche i ‘nuovi’ sembravano dei veterani, si muovevano con l’esperienza di chi la sa lunga… Tutti si sono confrontati con la massima serietà e il massimo impegno. Grazie al comportamento dei nostri atleti, ma soprattutto dei cani, abbiamo dimostrato di valere le medaglie d’oro conquistate. Questi risultati sono arrivati anche grazie allo spirito positivo e alla correttezza di ogni membro di questo gruppo che ha saputo ascoltare i consigli impartiti da chi aveva più esperienza e a trasformarli in risultati concreti”. Sono state tante le sorprese che hanno allietato questi Campionati del mondo Sant’Uberto, fra tutte la folta presenza di tantissime Ladies, rappresentate da 30 concorrenti (gli Assoluti erano 37), così tante da rendere necessaria la costituzione di una batteria aggiuntiva. “I terreni erano davvero difficili e molto belli – conclude Chiappetta – anche la selvaggina si è dimostrata non facile da insidiare perché ‘vera’. C’erano fagiani resi scaltri dall’esperienza e una buona presenza di starne, lepri e caprioli che uscivano in momenti inaspettati. Gli ultimi hanno messo a dura prova tanti concorrenti e questo ha permesso un po’ di selezione. Domenico Coradeschi, presidente onorario della Commissione Sportiva Fidc, ci ha fatto notare che “si è corso uno dei Campionati del mondo più belli degli ultimi 20 anni e vincerlo su selvaggina così rappresenta una doppia soddisfazione. Per i risultati del 2025 dobbiamo ringraziare oltre ai concorrenti il selezionatore e commissario tecnico Paolo Pini, il consigliere Aldo Pompetti e i nostri giudici Cosimo Colucci, Fabrizio Furia e Fabrizio Muccioli, tutti al lavoro da un anno intero per arrivare qui”. Per leggere i risultati completi del Campionato del mondo Sant’Uberto potete collegarvi a questa pagina sul sito della Federazione Italiana della Caccia.
Marco Teribint con la Coppa di campione del mondo Sant’Uberto: con lui riconosciamo (da sinistra) Aldo Pompetti, Domenico Coradeschi, Cosimo Colucci, Luigi Chiappetta e Paolo Pini. Nelle altre immagini: i rappresentanti della nazionale premiati – Foto Fidc








