Valle Mandriole, più conosciuta come , è una zona umida di quasi 250 ettari originatasi dall’eccezionale inondazione del fiume Lamone avvenuta nel 1839. Lo scorso agosto è stata interessata nuovamente – un analogo fenomeno si era verificato circa 2 anni fa – da una moria di anatidi dovuta a un pericoloso batterio: il botulino. Grazie all’intervento tempestivo di alcuni cacciatori presenti in loco per monitorare l’andamento delle migrazioni, che avevano individuato diverse anatre in condizioni di cattiva salute, quando non già morte, si sono evitati danni all’avifauna migratoria di ben altra portata. Considerando le alte temperature estive e il basso livello dell’acqua hanno infatti capito che poteva trattarsi di un altro episodio di botulino, come poi è stato confermato dal competente Istituto zooprofilattico.
Si sono mobilitati immediatamente i volontari di tutte le Associazioni venatorie del ravennate che si sono prestati – chi con imbarcazioni, chi sulla riva a raccogliere gli animali morti (in totale un centinaio, a fronte dei 3000 di 2 anni fa) e moribondi. La precedente esperienza di salvataggio ha consentito loro di curarli in maniera più tempestiva, salvandone diversi esemplari.
Valle della Canna, Ravenna: alcune fasi del recupero dell’avifauna colpita da botulismo. Il tempestivo intervento dei volontari delle Associazioni venatorie ha consentito di evitare danni di ben altra portata – Foto Acma






