Il 3 novembre è il giorno dedicato al patrono dei Cacciatori, Sant’Uberto. Rimase folgorato dalla visione di un crocefisso fra le corna del palco di un maestoso cervo durante una battuta di caccia. In tutta Italia sono tante le iniziative organizzate dai cacciatori, ma noi ne citiamo una in particolare perché viene celebrata nella chiesa del Santuario di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo (FG), dove visse e morì Padre Pio da Pietrelcina, oggi diventato San Pio. Stasera alle 18:00, infatti, Frate Rinaldo Totaro, Guardiano del Convento di Padre Pio, celebrerà la messa solenne accompagnata dai maestri di corno, Giancarmine Sabetti, Vittoria Cicchiello e Raffaele Cacchio, diretti dal maestro David Jackson che eseguiranno arie di Gioachino Rossini, di Webber e di Bruckner. Ci siamo confrontati con Marcello Stoduto, presidente provinciale di Federcaccia Foggia, Sezione che ha organizzato la messa, evento che egli stesso, oltre che religioso, definisce sociale e inclusivo: “Per il secondo anno consecutivo abbiamo organizzato la messa dedicata a Sant’Uberto nella chiesa del Santuario di San Pio. Si tratta di una messa in piena tradizione venatoria con 4 maestri di conservatorio che con i loro corni suoneranno arie di opere a tema venatorio. La messa ricopre anche una funzione importante per noi cacciatori perché trasmessa in diretta TV su Tele Padre Pio sul canale 145 del digitale terrestre. Porterà il nostro messaggio anche all’esterno del nostro mondo grazie alla lettura della preghiera del cacciatore che ha ricevuto l’imprimatur dal Cardinale Carlo Maria Martini e durante il Giubileo del 2000 è stata riconosciuta da Giovanni Paolo II. L’insegnamento di Sant’Uberto è molto chiaro, perché il vescovo meringio si fermò quando vide la croce nel palco del cervo: significa che il cacciatore non preleva ciò che non viene concesso dalle dure leggi della natura. Il concetto è che se la natura soffre il cacciatore interrompe la sua attività e non va ad appesantire la mano. Ecco perché secondo me il cacciatore deve credere che la natura sia stata creata da Dio: noi rispettiamo e osserviamo le leggi come il calendario venatorio e non andiamo oltre i numeri delle specie da prelevare. Questo è il messaggio e sono convinto che il cacciatore sia così. Si tratta della terza messa che organizziamo in provincia di Foggia da quando è iniziato il mio mandato, abbiamo iniziato nel 2024 nella Cattedrale della città. Nel 2025 abbiamo scelto San Giovanni Rotondo e quest’anno anche. Invitiamo tutti i cacciatori partecipanti a indossare indumenti venatori per distinguerci, riconoscerci e per ricevere la benedizione nei nostri panni da caccia. Come l’anno scorso l’offertorio è costituito da cinghiale fresco, proveniente da filiera controllata e garantita, insieme ai frutti di stagione del bosco come castagne, ortaggi e tanti prodotti da supermercato. Nell’occasione sarà esposto il quadro che raffigura Sant’Uberto di mia proprietà, ma che rappresenta tutta la nostra Sezione perché viaggia insieme a noi quando partecipiamo alle prove cinofile”.
Il quadro dedicato a Sant’Uberto di proprietà del presidente della Sezione FIdC di Foggia, Marcello Stoduto – Foto Stoduto


