PIOMBO, ANPAM AL FIANCO DI TUTTO IL COMPARTO NEL PERIODO DI TRANSIZIONE

L’8 ottobre 2026 il Parlamento Europeo ha dato il via libera all’iter sulla restrizione dell’uso di piombo nei pallini da caccia e da tiro sportivo all’aperto.
Tutta la filiera industriale ha monitorato il percorso legislativo lavorando fianco a fianco con i portatori di interesse che sono rappresentati dalle associazioni di categoria, dalle associazioni venatorie e dalle aziende di distribuzione.
L’Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni sportive e civili, ANPAM, rende noto che l’azione portata avanti dal comparto armiero ha permesso di apportare modifiche sostanziali e migliorative rispetto alle ipotesi di partenza.
Andrea Andreani, presidente ANPAM, ha rilasciato dichiarazioni nelle quali spiega che tutto il percorso, molto articolato, è stato accompagnato da un confronto continuo che ha consentito di sottoporre alle istituzioni tutte le problematiche di carattere tecnico contenute nelle prime bozze. L’esempio di questo dialogo è l’esclusione delle cartucce a palla unica metallica e delle slug, oltre al prolungamento della fase transitoria per le munizioni spezzate (da 3 e 7 anni). Tutto per offrire alla catena di produzione i tempi di adeguamento necessari per adattarsi alle nuove norme. Secondo Andreani questo divieto comporterà rilevanti difficoltà di carattere tecnico non solo per le aziende produttrici, ma anche per tutto il sistema. Pensiamo ai poligoni, ai rivenditori di armi e agli utilizzatori finali. ANPAM, attraverso le parole del suo presidente, fa sapere che si mette a disposizione per proseguire il confronto con tutti gli interlocutori con lo scopo di sostenere nel periodo di transizione le misure che saranno utili a contenere il più possibile le conseguenze per il settore armiero.


Il via libera all’iter sul divieto di piombo nelle munizioni da caccia da tiro sportivo all’aperto mette in difficoltà tutto il comparto armiero – Foto Gianluca Garolini


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