ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha messo a punto un metodo per analizzare in tempo reale il sottosuolo delle città – prende in considerazione aspetti geologici e climatici – e quanto questi fattori siano in grado di influenzare le attività dell’uomo. L’Urban Geo-Climate Footprint (risponde all’acronimo di UGF) nasce dalla collaborazione con l’organizzazione europea che si occupa dei servizi geologici in ogni nazione: la EuroGeoSurveys. Grazie ai dati incrociati che si possono trovare nelle banche dati pubbliche, il procedimento assegna una valutazione che definisce l’impatto dei fenomeni geologici e climatici sui contesti urbani e di conseguenza sulle nostre attività. Nel nostro Paese si va dal 94 di Trento al valore di Napoli (359). Genova, ad esempio, ha fatto registrare il risultato di 304, Palermo 265, Bari 250 e Catanzaro 250. Numeri più bassi sono quelli relativi alle città di Bolzano (144), Milano (155), Aosta (160) e Trieste (162). Grazie a questa iniziativa sarà possibile ottenere una vera e propria carta d’identità di ogni contesto urbano che prende il nome di City Geo Factsheet (CGF).L’impatto geologico del sottosuolo è strettamente collegato proprio con le attività umane che avvengono al di sopra e ha evidenziato i collegamenti che esistono fra il territorio e il tessuto urbano vero e proprio. Maria Alessandra Gallone, che ricopre il ruolo di Presidente di ISPRA-SNPA, ci ha fatto sapere che con questo sistema sarà possibile in pochi istanti comprendere cosa c’è sotto le nostre città e scoprire dove intervenire con rapidità in caso di necessità: i dati scientifici raccolti devono aiutare nella ricerca di risposte tangibili utili alla programmazione delle azioni da intraprendere. Per approfondire l’argomento potete collegarvi a questo link sul sito di ISPRA, dove è possibile scoprire anche che ormai più del 50% della popolazione mondiale vive nelle aree urbane e che questo valore è destinato a salire addirittura al 66% entro il 2050.
Ormai più del 50% della popolazione mondiale vive in contesti urbani. Questo numero è destinato a salire al 66% entro il 2050. ISPRA con la collaborazione della rete europea EuroGeoSurveys ha messo a punto un metodo per stabilire l’impatto geoclimatico sulle attività umane: si chiama Urban Geo-Climate Footprint – Foto Jacopo Foti


