L’argomento è davvero caldo e se ne parla tantissimo in tutta Europa. Il declassamento all’interno della direttiva “Habitat” dello status del lupo da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”, approvato dal Parlamento Europeo da pochi giorni, ha provocato tantissime reazioni. In primis quelle di Face (Federazione europea per la caccia e la conservazione) e degli esponenti di Elo, l’organizzazione europea dei proprietari terrieri che hanno manifestato il proprio pensiero sull’argomento in un comunicato congiunto. Nel documento è manifestata la soddisfazione per un approccio più equilibrato sulla gestione di questo animale, che potrà essere effettuata valutando anche le esigenze di allevatori e di agricoltori e di chi vive nelle zone agresti, che ogni giorno si trovano a contatto con questi animali.
L’iter che ha portato a questo passo è stato piuttosto lungo, infatti, è cominciato nel dicembre 2023 con la proposta della Commissione Europea e la conseguente approvazione da parte del Comitato permanente della Convenzione di Berna, alla quale aderiscono 49 Paesi e attraverso la quale l’Unione Europea tutela flora e fauna nell’intero territorio comunitario.
Per essere più chiari è necessario ricordare che questo grande animale rimane un specie protetta, con la decisione del declassamento verranno agevolate solamente alcune pratiche burocratiche che prima complicavano la situazione in caso di necessità. Il presidente di Face, Laurens Hoedemaker, si è dimostrato soddisfatto in merito alla modifica, che esprime le capacità di adattamento della “macchina europea”. Su una lunghezza d’onda simile anche Jurgen Tack, segretario generale di Elo, secondo il quale la specie potrà mantenere inalterato lo stato di conservazione, ma con una gestione più efficace.
Anche in Italia sono state tante le reazioni sulla questione lupo: l’onorevole Maria Cristina Caretta ha dichiarato che per tanto tempo i settori agricoli e dell’allevamento hanno dovuto sopportare i problemi provocati da una gestione ideologica della specie che non si basava sulle evidenze scientifiche, ma che da questo momento cambia tutto perché gli enti preposti potranno svolgere interventi atti alla salvaguardia dei settori in difficoltà, ma soprattutto tutelare le persone.
Soddisfazione arriva anche dalla Confederazione italiana agricoltori attraverso le parole del presidente nazionale, Cristiano Fini, che auspica il raggiungimento della tutela della biodiversità senza perdere dista gli interessi delle aziende del settore.
(Fonte Fidc)
Le reazioni in Europa e in Italia dopo il declassamento dello status di protezione del lupo da parte del Parlamento Europeo – Foto Milko Marchetti.


