La sinergia, cioè il rapporto tra elementi, organi o forze operanti al conseguimento di uno stesso fine, non è un termine solamente persuasivo e di indubbio fascino comunicativo. Al contrario – e nella fisiologia troviamo un valido esempio del suo valore vitale – è una attività simultanea di più funzioni diretta a provocare uno stesso effetto sull’organismo. Chiarito il significato più vero e profondo di questo termine così tanto di moda, è fondamentale comprendere il suo valore all’interno di un “organismo” così complesso come può essere una Federazione sportiva che deve, per sua costituzione, operare su una serie di fronti molto spesso profondamente diversi fra loro. Si pensi, ad esempio, alle enormi differenze che intercorrono tra la “politica” sportiva in senso lato e onnicomprensivo e le attività quotidiane che si svolgono in centri sportivi o, se vogliamo, in impianti o strutture idonei. Se non bastasse, gioverebbe immaginare le enormi difficoltà connesse con l’organizzazione di un importante evento nazionale o internazionale, e paragonarle a quelle relative alla predisposizione di una gara promozionale o di un evento di carattere locale. Fra le due attività esistono indubbiamente profonde differenze ma, e qui sta il punto centrale del problema, a pensarci bene, ognuna di queste attività ha il suo valore e la costruzione di una grande “opera”, come potrebbe essere un Campionato europeo o mondiale, è per certi aspetti molto simile, tranne che nei numeri e nelle proporzioni, alla invenzione e alla organizzazione di una eliminatoria provinciale o ad una manifestazione promozionale rivolta ai giovani atleti. Ma c’è di più. Proprio le iniziative di base (o locali) sono state, sono e saranno sempre la base stessa su cui si può erigere una manifestazione di alto e altissimo livello. La nuova dirigenza nazionale emersa dall’Assemblea elettiva del 15 marzo, ha recepito e fatto propria con grande convinzione e fermezza, la mia personale esortazione ad intraprendere sempre più un lavoro di squadra – di sinergia, appunto – nel quale non ci siano ruoli principali o di comprimari ma che, invece, valorizzi proprio l’attività di una cosiddetta periferia sportiva che non ha più ragione di essere, soprattutto in base ai recentissimi dettami del Coni e di Sport e Salute, secondo i quali il valore sociale dello sport, e quindi la sua capillare diffusione, sia a livello geografico che all’interno delle varie classi sociali, di sesso e di età, dovrebbe rappresentare l’obiettivo più ambizioso al quale dovrebbe tendere il governo dello sport. In altre parole: “Medaglie sì”, ma anche attività ludica, ricreativa, sociale e, soprattutto per tantissimi giovani, anche formativa.
Già dalle sue prime riunioni, tanto quelle informali, quanto quelle ufficiali come il primo Consiglio federale, la nuova dirigenza ha assimilato perfettamente questa nuova visione e si è posta l’impegno prioritario di sollecitare proprio le strutture periferiche (a cominciale dal livello dalle singole Asd per salire ai vari livelli provinciali e regionali) a farsi parte attiva e propositiva di questo nuovo modo di intendere l’attività sportiva e, di conseguenza, la ricerca e la formazione di nuovi e giovanissimi atleti, ma anche di agonisti appartenenti alle fasce d’età più elevate.
Noi della Fidasc siamo molto favoriti in questa nuova concezione dello sport in quanto le nostre due discipline (tiro e cinofilia) e le loro sempre più numerose specialità non solo non sono banchi di prova riservati a supereroi, ma possono essere praticate all’aria aperta e senza dover necessariamente ricorrere all’uso di costose infrastrutture. Oltre questa nuova e, per certi aspetti, rivoluzionaria concezione della pratica sportiva, la Fidasc del nuovo quadriennio appena iniziato dovrà affrontare anche una serie davvero complessa di problematiche di natura organizzativa, ma anche economica e per farlo nel migliore dei modi dovrà ricorrere per forza ad una sinergia sempre più capillare e sempre più convinta. Ma sono certo che anche stavolta ne usciremo vincitori.
“A caccia di sport”, di Felice Buglione, Caccia & Tiro 05/2025.
La Fidasc del nuovo quadriennio appena iniziato dovrà affrontare anche una serie davvero complessa di problematiche di natura organizzativa, ma anche economica e per farlo nel migliore dei modi dovrà ricorrere per forza ad una sinergia sempre più capillare e sempre più convinta – Foto Fidasc


