Parlare di neve durante le Olimpiadi invernali è davvero ovvio. Che a parlarne, poi, sia la Fidasc, nel bel mezzo dell’edizione italiana dei Giochi Olimpici, potrebbe sembrare insolito e addirittura strano. Ma non è così e vediamo perché.
Nella inimmaginabile ed entusiasmante escalation delle specialità federali ascrivibili comunque, in ogni caso, alle due nostre discipline della cinofilia e del tiro, e senza nulla togliere a nessuna, non c’è alcun dubbio che lo sleddog abbia assunto, da subito, un ruolo di primissimo piano. Non tanto a livello nazionale, dove questa specialità tutta “nordica” occupa comprensibilmente una nicchia abbastanza ristretta, quanto su scala europea e mondiale dove è governata dalle due principali Federazioni, la IFSS e la WSA. Infatti, è proprio nei Campionati internazionali gestiti da questi due colossi sportivi che gli atleti Fidasc sono entrati letteralmente “a passo di corsa” scalando, fino all’ultimo gradino, podi del tutto impensabili fino a qualche anno fa.
Ecco, quindi, che parlare di neve su una rivista come Caccia & Tiro proprio nel pieno della edizione invernale dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, per noi della Fidasc diventa non solo ovvio ma addirittura doveroso in quanto offre alla Federazione, ma soprattutto agli atleti che gareggiano sotto il nostro acronimo e ai nostri sponsor sempre più entusiasti, un tributo e una meritatissima passerella di primaria importanza. Sarebbe ingiusto e anche colpevole, in effetti, non sottolineare con la giusta enfasi sportiva le numerose affermazioni conquistate da atleti non solo preparati tecnicamente e motivati agonisticamente ma dotati di un encomiabile spirito di sacrificio che, tanto per fare un esempio, ha permesso loro di affrontare trasferte assai impegnative come quella negli Usa (ottobre 2025 -Campionato IFSS Dryland WCH – WM 2025) che ha laureato campione mondiale Denis Camillo Brenna e vicecampione mondiale Fabrizio Gallino. Ma la ciliegina sulla splendida torta mondiale dello sleddog Fidasc è rappresentata dalla indimenticabile edizione del Campionato mondiale WSA Dryland disputatosi a fine novembre dello scorso anno a Maserada sul Piave con la partecipazione di 250 equipaggi arrivati da 19 nazioni. In quella edizione l’Italia ha conquistato, nelle diverse specialità previste, ben 5 medaglie d’oro: Loris Bottega; Alberto Freschi; Nicolò Vergani; Ludovica Del Fabbro e Stefano Munerato; 3 medaglie d’argento con Valentina Durio; Stefano Grassi e Marco De Lazzari e 3 medaglie di bronzo con Olivia Piacentini Filoni; Nicholas Marcato e Angelo Mariani. Per onorare al meglio sia questi campioni, sia la Federazione stessa, in occasione dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina la Fidasc ha organizzato, in una data compresa fra l’ultima decade di febbraio e i primi di marzo, una manifestazione promozionale e dimostrativa di alcune delle principali specialità sportive che possono essere praticate sia su terra che su neve, da un atleta umano con l’ausilio di uno o più cani. Nel primo caso, l’equipaggio sarà un binomio, negli altri casi si tratterà di un vero e proprio team. Siamo certi che questa kermesse sarà seguita da numerosissimi sportivi che avranno così la possibilità di conoscere da vicino e di apprezzare una attività davvero ricca di suggestioni agonistiche e anche paesaggistiche, in quanto si svolge in ambienti naturali, spesso montani o collinari, non all’interno di veri e propri impianti sportivi ma a diretto contatto con la natura.
“A caccia di sport”, di Felice Buglione, Caccia & Tiro 02/2026.
Nei Campionati internazionali riservati allo sleddog gli atleti Fidasc sono entrati letteralmente “a passo di corsa” scalando, fino all’ultimo gradino, podi del tutto impensabili fino a qualche anno fa – Foto Fidasc


